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domenica, ottobre 9

giovedì, maggio 5

Pubblicità politica



Cosa ha sostituito alla propaganda politica, la pubblicità politica?
il berlusconismo.

martedì, febbraio 8

DITTATURA CAPITALISTICA

Sono quasi 20 anni che questo personaggio cerca di far crollare il sistema democratico in Italia, per sostituirlo con una dittatura capitalistica. Se non ha ottenuto lo scopo (speriamo mai) è per merito della divisione dei poteri, della Magistratura che gli ha saputo tenere testa, senza soggezioni.
L'opposizione inesistente non avrebbe mai potuto arginare il mostro.
Dobbiamo ringraziare la magistrartura tutti i giorni della nostra vita e i nostri figli e nipoti.
Senza una magistratura indipendente a frenarlo, ci sarebbe veramente stato il rischio di una dittatura capitalistica, sulla falsa riga di quella russo, dove domina un burocrate che assicura la crescita smisurata e l'impunità di pochi capitalisti in un mare di povertà; in Italia invece avremmo avuto un solo domino capitalista, nutrito dalla pletora di serventi, al di sopra delle leggi e quindi dello Stato, con un Parlamento svuotato delle sue funzioni, e il consenso del popolo bue.

Attualmente il Parlamento non è un baluardo di difesa della democrazia, essondoci deputati che chiamarli onorevoli è una offesa all'Italia. Gente che sta a far politica per soldi e nient'altro; in queste condizioni la maggioranza di un leader il cui potere deriva dalla smisurata ricchezza (come il 99 % degli introiti annui della pubblicità sull'etere nazionale) avrà sempre la meglio.
La pecca è che un essere simile è de-linquente dentro, si muove sul filo della legalità grazie ai suoi 315 (e più) "avvocati" equilibristi che per sete di potere e soldi hanno perso la faccia, e la magistratura sta per questo, per controllare che non ne esca fuori.

domenica, gennaio 30

Festa di compleanno con pagliaccio

Sarebbe da ricordare alle future generazioni il resoconto personale di D'Agostino ad una festa di compleanno dell'alta società romana. Non è il popolo basso ad aver bisogno di berlusconi. Come scrive D'Agostino, un uomo che dopo quello che è stato scoperto, dovrebbe andarsi a nascondere sotto un tombino, viene invitato con tutti gli onori e vezzeggiato amabilmente, ossequiato, reverito. Lui ha bisogno di loro e loro hanno bisogno di lui. È stato sempre così, dai tempi de "La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX", di David Silvagni. Per questa gente esiste solo chi assicura i benefici, senza remore; la morale e la religione (cattolica) sono una facciata di cartone per avere rispetto dal popolino, che continua ad essere preso per i fondelli. Questi la crisi non sanno neanche dove sta di casa. Ridono alle barzellette del bunga bunga del loro assicuratore di potere e le pretendono. Chi è più malato tra loro e lui?

sabato, gennaio 29

Rivalutazioni

"È un puttanaio... È vero che può fare ciò che gli pare e piace, come e quanto vuole, ma bisogna anche avere la capacità di “saperlo fare”, e poi esiste pur sempre un limite. Invece lui continua, ha prima disfatto la famiglia, ora sta disfacendo l’Italia, ma nessuno gli dice nulla" Licio Gelli
e se lo dice lui...
La settimana scorsa, il giorno dopo le fischiate di protesta su una via dedicata a Bettino Craxi, Minzolini ha mandato in onda un tg 7 dedicato alla revisione della figura del politico. Del resto secondo la figlia Stefania i tempi sono maturi perché gli Italiani finalmente si rendano conto quanto valore avesse suo padre. Ecco, alla luce dei fatti, è quasi giusta una rivalutazione su Craxi, in confronto al suo apprendista. Nessuno poteva immaginare che dopo di lui, sarebbe arrivato il peggio. Craxi avrebbe avuto da ridire di quel simpatico ometto ridanciano che gli rimpizzava le casse del partito in cambio di favori ministeriali? molto da ridire; anche perché il tipetto appena salito al primo Governo, vigliaccamente prese le distanze da Craxi, seguendo i sondaggi, ed esaltò il pool Mani Pulite. Stefania forse era troppo piccola, di cervello, per ricordarlo, dato che difende Silvio a spada tratta. Sarebbe meglio che si andasse a delucidare da un socialista doc quale Rino Formica, già ministro del governo Craxi:
"Quelli degli anni Ottanta erano nani e ballerine a livello politico, questi sono nani e ballerine nella vita_ Berlusconi rappresenta il punto più alto, anzi dovremmo dire più basso della degenerazione del partito personale. Tutto nelle mani di un singolo uomo e, in questo caso, ricchissimo. Lui ha creato una forma ludica dell'autoritarismo. Non ci sono lager nazisti e i gulag sovietici, ma tutto s'è trasformato in un'orgia del potere_ Siamo a livello di sultanato arabo. Credo che non esista nel mondo occidentale una satrapia simile. Questa identificazione di se stesso con il potere ha fatto perdere a Berlusconi il senso della realtà. Forse è davvero convinto che ciò che fa non è un male, ma è un bene. Il suo è ormai un caso che va affrontato con molta umanità..."
E sulla corte intorno al satrapo, poche e precise parole dell'avvocato Taormina: ''Inetti, incapaci, yes men che stanno soltanto tutelando se stessi. Persone immorali, nani e ballerine da lui portati in Parlamento, che capiscono che il crollo di Berlusconi e' anche la loro fine''.
Bettino a confronto di Silvio fu un gigante dellla politica, i tempi sono maturi per dirlo.

Il giudice naturale

Ogni tanto, questi della maggioranza se ne escono con delle frasi preparate a tavolino, approvate dal duo LongoGhedini, che vanno ripetendo in giro per un certo periodo, come un mantra. Pochi mesi fa andava di moda: "Dobbiamo mettere in sicurezza il premier", e tutti a chiedersi da chi? ecco, ora si è capito da chi, dalle zoccole... L'ultima approvata e timbrata è quella che il nostro premier deve essere giudicato dal suo giudice naturale. Ovunque si trovino, i volenterosi difensori di Silvio ripetono 'sta frase, dove capita, la mattina al bagno, sulla tazza del water, come un ritornello per timore di dimenticarla: il presidente deve essere giudicato dal suo giudice naturale, al bar tra un sorso e l'altro di caffè: "... giudice naturale" "come? vuole acqua naturale?" Lui, nei video-messaggi, nell'auto-blindo, persino ai bambini delle scolaresche: "Io voglio essere giudicato dal mio giudice naturale". I bambini lo guardano incuriositi, chi sarà mai questo giudice naturale? ne è fornito solo lui oppure anche tutti noi ne abbiamo uno, tipo angelo custode?
Uno scolaro, dopo lo storico incontro con il Presidente più presidente degli ultimi 150 anni, rimuginando quelle parole: "Maestra, perché il presidente vuole morire?" "Ma cosa dici?" "Ha detto che vuole essere giudicato dal giudice naturale..." "E allora?" "Il giudice naturale è San Pietro!"

lunedì, gennaio 24

Armi di rincojonimento di massa

La stampa estera a proposito dell’Italia, si domanda come mai un presidente del consiglio travolto da accuse così gravi, come l'induzione alla prostituzione minorile, stia ancora al suo posto senza destare l’indignazione popolare.

Gli stranieri forse non hanno ben chiaro un fatto, che l’Italia da vent’anni a questa parte non è un paese normale. Prima degli anni 90, un soggetto simile non sarebbe rimasto un minuto di più al Governo , con fuga all’estero per non essere linciato. Ma prima degli anni 90 sarebbe stata impossibile l’esistenza di un soggetto simile. Cosa è successo? È successo che da vent’anni , in Italia c’è una guerra sporca che si attua con armi di rincojonimento di massa, un bombardamento continuo, giornaliero senza coprifuoco che ha danneggiato seriamente la materia grigia delle persone a rischio, quelle più esposte alle radiazioni dell'etere. Il risultato è stato letale. Tranquille casalinghe dai 60 anni in su, con istruzione medio-bassa, che come estrema trasgressione , invece del bunga bunga, sono andate a giocare al bingo bingo di nascosto dai familiari, hanno reso l’ingiustificabile giustificabile . Anni e anni di trasmissioni dementi come il GF, uomini e donne, le varie domeniche di canale 5, personaggi inedificabili rissosi volgari, pornografia televisiva, hanno minato la ragione del buon senso delle persone semplici e comuni. I programmi cosiddetti per casalinghe e pensionati, con lingue in bocca ogni 5 minuti, gli approfondimenti politici con le tele-risse di individui poco raccomandabili, hanno generato la convinzione che tutto ciò sia normale, plausibile, giusto.

Quando il “loro” presidente del consiglio si comporta allo stesso modo, essi vedono una trasposizione dalla tv al reale coerente, persino apprezzabile. Quando egli mente spudoratamente nei video-comunicati, è parimenti una interpretazione veritiera al pari delle sceneggiate di uomini e donne o degli inquilini radiocomandati del grande fratello, o anche delle cause di forum, perché ciò che è in tv è la loro realtà del mondo.

I maggiori elettori sono quelli che guardano programmi come uomini e donne; per accentuare la presa, gli autori hanno inserito personaggi della stessa fascia di età e condizioni sociali dei telespettatori, affinché la immedesimazione sia totale. È una guerra a senso unico, senza difese, senza immunità, che non è finita e chissà quando finirà, se finirà. Le radiazioni sono continue, non c’è ancora una cura, forse il tempo, ma le cellule cerebrali bruciate non sono più recuperabili.

La sovrapposizione tra spettacolo e politica, affinché la politica entri nello spettacolo, per raggiungere anche i tele-elettori più restii a programmi impegnativi, è una delle ultime forme di attacco, tra le più virulente; politici ballano in programmi leggeri di intrattenimento, signorini autorevoli gossippari diventano narratori ufficiali delle gesta del cavalier cortese, tra una canzone e un pettegolezzo, tessendo le lodi e le eroiche imprese.

C’è ancora che le ragazze centinaia di ragazze che hanno frequentato assiduamente le residenze del presidente, sono esse stesse il prodotto di questi venti anni di rincojonimento. Quando lui entrò in politica, molte non erano neanche nate o erano bambine. Sono cresciute con il mito della tv e del guadagno facile, lui le ha allevate all'ombra dei suoi programmi . Berlusconi è il loro creatore e poi il loro fruitore, il cerchio si chiude. Un nonnino potente e perverso creato dalla penna di De Sade, riverito ed ossequiato dal popolino, che al chiuso del suo palazzo ha comportamenti scandalosi e incredibili. La fantasia si è trasformata in realtà. E De Sade morì in manicomio per avere osato raccontaree la realtà (fatti prendere per pazza...).

giovedì, gennaio 20

Berlusconi 19 01 2011

" Il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini"

Queste scandalose parole le ha pronunciate forte dei 20 irresponsabili che appoggiano il suo governo. Però non penso proprio che le "riforme necessarie" gli saranno consentite. Sarebbe una onta troppo indigeribile per gli Italiani onesti, che già hanno il voltastomaco per le palesi menzogne che racconta. Se la sua arroganza di potere non cala, e se lo appoggeranno nello scempio della democrazia, si permetterà di peggio. A quel punto la rivoluzione auspicata da Monicelli potrebbe prendere forma. Alcuni pensano che non arriveremo a tanto in quanto lo chiamerà il Creatore, ma i dittatori hanno una vita lunga perché non sono consumati dal peso delle colpe (Tito Castro Pinochet Franco...). E poi non è dignitoso risolvere i problemi con la morte di una persona, sebbene detestabile. È meglio una RIVOLUZIONE che lo lasci cristianamente in vita.

"Punire quei magistrati", anche Toto Reina espresse questo volere... e lo realizzò...

sabato, gennaio 15

Si può ragionare sulle parole di una persona mentalmente deviata?

Ormai mi sembra superfluo commentare le dichiarazioni di S B. È come cercare di spiegare
le azioni di un folle come se fosse savio.
Due sono i casi, o crede che la maggioranza
degli elettori sia deficiente o lo è lui, in una china sempre più ripida e pericolosa
per tutti noi.
Mi sforzerò di farlo per un'ennesima volta, sapendo bene che non ci si può stupire o scandalizzare se un pazzo piscia sulla folla. Al limite ci si schifa, ed io mi sono stancato di schifarmi.

Inchiesta caso Ruby-
Silvio Berlusconi ai Promotori della libertà:
"Come al solito, anche questa vicenda finirà nel nulla perchè nel nulla si basa ma intanto
il Presidente del Consiglio e l'Italia saranno stati infangati senza che nessuno poi paghi alcunchè".
__

1: Si esprime in terza persona. Ormai identifica la carica istituzionale con se stesso, come se fosse
proprietario del titolo e come se l'Italia fosse una sua azienda.
2: La presidenza del Consiglio non è stata infangata da terzi, se non da lui
e comunque la Presidenza del Consiglio non viene infangata ma offesa. Come cittadino
si è infangato da solo.
3: L'Italia non è Berlusconi, e nessuna nazione pensa che l'Italia si infanghi per l'azione di un singolo.
Semmai gli Italiani si possono infangare se, nonostante tutto, continueranno a dargli il consenso, in un futuro prossimo. Allora sì che gli stranieri ci guarderanno con commiserazione.
4: Ha ragione quando dice che nessuno pagherà alcunchè, cioé lui non pagherà alcunché
perché come al solito sfuggirà alle aule di tribunale.

venerdì, novembre 5

La barzelletta del bunga bunga secondo Fini

Sino ad ora è sempre stato Silvio Berlusconi a raccontare la barzelletta, riadattata e aggiornata secondo le situazioni. Dai ministri di Prodi ai suoi fedelissimi Cicchito e Bondi, per una grassa risata di Silvio ed i suoi ospiti. Con le nuove prospettive all'orizzonte, sembra giunto il momento che anche Silvio diventi protagonista della barzelletta, perché chi di bunga bunga ferisce di bunga bunga perisce, secondo Fini.
Messo alle strette Silvio è costretto dalla nuova opposizione interna a due alternative:
-Silvio scegli, o bunga bunga o trombato alle elezioni.
Silvio, memore della storiella, non ci pensa due volte, e prontamente:
-Bunga Bunga!!
-Bene, prima bunga bunga e poi trombato alle elezioni!!*


*aggiornamento - Nell'assemblea del 7 novembre, Fini ha detto: "Berlusconi decida se cambiare o tirare le cuoia!" Berlusconi avrebbe risposto: "Votatemi contro". Praticamente è una richiesta di bunga bunga...

martedì, novembre 2

Compito ingrato dei carabinieri



Da il Fatto quotidiano, un articolo sulle scorte dei carabinieri nelle residenze dell'attuale premier, che si lamentano dell'insolito e degradante compito di scortare manipoli di ragazze, che nulla ha a che fare con il ruolo istituzionale che loro compete e che hanno sempre svolto con grande professionalità, prima d'ora...
E così mi è immediatamente tornata alla mente l'irresistibile scena dell'immenso Bombolo, centurione romano, che ha combattuto in Siria, ha fatto la campagna sui monti del Caucaso, il primo a sbarcare in Britannia, ed ora gli fanno fare questo lavoro così degradante, " co' 'ste zoccolone..."

venerdì, ottobre 22

Ghepensidinuovomì

Prima il resoconto delle dichiarazioni del premier e del capo della P. C.
“Avendo esaminato la situazione nel dettaglio riteniamo che in tempo di 10 giorni la situazione possa essere portata nella norma, senza che quindi dalla discarica di Terzigno possano verificarsi uscite di odori e di miasmi che giustamente hanno preoccupato e preoccupano la popolazione”.
“Procederemo con un’ordinanza urgente, da parte del prefetto di Napoli, che solleverà la società che gestisce la discarica e darà la gestione ai professionisti della Protezione civile, che l’avevano già gestita nella prima fase, durante la quale – ha rimarcato il premier – non si era creato alcun problema”. “Il governo garantisce anche la disponibilità dei fondi per le opere di compensazione per un totale di 14 milioni di euro, 28 miliardi di vecchie lire, che riguardano Terzigno”. Il piano di compensazioni ambientali per i comuni che ospitano impianti per lo smaltimento dei rifiuti “è molto preciso e articolato su tutti i comuni, in particolare, – ha spiegato il premier – per Terzigno, prevede la realizzazione di impianti di depurazione, prevede reti fognarie con una serie di bonifiche e anche un intervento di riqualificazione urbana. Il tutto già preventivato con assoluta aderenza alla realtà e con assoluta precisione“.
… “il sistema di smaltimento dei rifiuti di Napoli non è messo in crisi da quello che sta accadendo”. … l’impostazione e la soluzione che avevamo dato al problema dei rifiuti della Campania è una soluzione assolutamente valida e duratura nel tempo.
Le cave, oggi deposito dei rifiuti, in futuro, ”saranno coperte di terra e si potrà impiantarvi boschi o parchi. In questo si potrà fare qualcosa di utile per la collettività, con lo smaltimento dei rifiuti, e avremo anche risanato l’ambiente dove in precedenza erano state aperte delle ferite con le cave”.

Guido Bertolaso: “Apriremo un tavolo di confronto con la popolazione che in questi giorni sta protestando, per discutere tutti i problemi e per assicurare che non ci sono rischi per la salute … alla fine dell’anno scorso abbiamo detto che la gestione della fase emergenziale era stata superata. Ma nessuno aveva mai detto che era stato definitivamente risolto il problema“… .”Il termovalorizzatore di Acerra funziona e funzionerà sempre meglio. Ci sono 5 discariche che sono già aperte e che in questo momento sono ancora in grado di ricevere oltre un milione di tonnellate di rifiuti. Vi sono, previste dalla legge, altre 3 discariche in provincia di Napoli e in altre due province della Campania che devono ancora essere aperte e lo saranno in tempo utile prima che queste 5 in funzione si esauriranno. Nel frattempo, devono essere costruiti i termovalorizzatori di Salerno e di Napoli: a quel punto non ci saranno problemi”.

Il portavoce del commissario europeo all’Ambiente Janez Potocnik: “E’ una situazione seria che richiede il rispetto delle regole europee in materia di ambiente… Per il momento la procedura di infrazione continua, è necessario quindi che le autorità italiane abbiano un piano per gestire i rifiuti che sia soddisfacente per la Commissione altrimenti saremo obbligati a procedere alla prossima tappa prevista dalla procedura di infrazione in corso”.
L ‘eurodeputata socialista olandese Judith Merkies, che ha guidato la missione di Strasburgo ad aprile per studiare la situazione sul posto: il governo italiano non mantiene le promesse fatte all’Ue per la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania.

Non mi aspetto che il capo del consiglio nella figura di Ghepensimì, debba risolvere il problema rifiuti i Campania. Non è un suo compito, potrebbe essere un dovere ma non appartiene alle sue capacità mentali. Nelle sue enunciazioni attuali non c’è nulla di nuovo, nulla che sia la soluzione definitiva, far di nuovo intervenire la Pr. Civile con l’esercito per forzare l’utilizzo delle discariche in deroga, non volute più dalla popolazione esasperata da decenni di mala-gestione. Perché è mala gestione, dovuta un po’ a tutto, e la soluzione di Berlusconi è la continuità della mala gestione. Non parla di RICICLAGGIO, non parla di sanzioni punitive alle amministrazioni che non ne faranno riscorso, non parla delle sovvenzioni da utilizzare per questo modello di gestione ambientale, l’unico che assicuri un futuro pulito ad una popolazione sempre più numerosa e un territorio sempre più ristretto. Lui è vecchio, e non di età, ma di mentalità, è vecchio decrepito, non sa nulla dell’Europa, delle nuove tecniche di gestione dei rifiuti. Continua sulla obsoleta pratica delle discariche, sulla sicurezza fasulla, sugli inceneritori, perché ad Acerra è un macello, una archeologia industriale malmessa e a regime ridotto, balle su balle… Nulla di risolvibile definitivamente come fece allora, non basta seppellire la mondezza con la forza e dire: “voilà, sono un grande statista”. Quella, la mondezza, dopo ritorna. Visioni idilliache con il boschetto da piantare sopra le discariche, questo secondo lui è il rispetto dell’ambiente?! E il percolato? E l’inquinamento delle falde? E la vicinanza dei centri abitati? E la percentuale elevata di tumori, accertata dalle statistiche sanitarie sul territorio? Tutto in sicurezza! ciò che non si vede non duole. Allora, il popolo non è fesso, quando lo colpisci sul vivo, si incazza. Potrebbe anche accettare l’emergenza se tu gli prometti la conversione degli impianti, la purificazione futura delle discariche una volta attuati i piani di riciclaggio e anche degli inceneritori, per il minimo che si dovrebbe incenerire, dopo la differenziata. Invece nulla, nulla di nulla di nulla di nulla.
Le parole di Bertolaso poi, sono pari a quelle del suo ridicole padrone: “Il termovalorizzatore di Acerra funziona” “nessuno aveva mai detto che era stato definitivamente risolto il problema” ; e promette l’apertura di altre discariche, di altre fosse biologiche come se fosse una buona notizia e non una nuova minaccia. Delle perle dette da un pirla (sempre quello del massaggino al centro-benessere) che certo faranno ancora di più scaldare gli animi delle vittime di questa mala gestione dei rifiuti, gli abitanti che vivono in faccia alle voragini della vergogna. E l’Europa ci guarda con preoccupazione … le parole del nostro premier non convincono affatto il Consiglio Europeo.

giovedì, ottobre 21

Lodo Alfano nega i diritti del premier

L'attuale presidente del consiglio tramite i propri avvocati, ha intentato causa alla trasmissione Report e alla Gabanelli. È un vero peccato che il premier non possa portare avanti un eventuale processo in cui è parte lesa, poiché il Lodo Alfano prevede che tutti i processi retrodatati, in corso e futuri del premier siano congelati, perché lui non ha tempo in quanto deve governare per il bene del paese. Ciò significa che chiunque può commettere illegalità nei suoi confronti e stare sereno per tutto il mandato del premier, perché i processi che lo riguardano sono sospesi. Giustamente il tempo lo perderebbe sia per difendersi che per accusare. Povero presidente, la legge è uguale per tutti, ma non per lui,il Lodo Alfano lo rende il più vulnerabile degli Italiani. Se la gente lo capirà, lo incomincerà a maltrattare illegalmente e lui non potrà fare niente, solo sperare nella fine del mandato elettorale, e riuscire finalmente ad aprire processi che lo riguardano anche come parte lesa.
Così se a qualcuno viene il ghiribizzo di sfilargli un calcio nel deretano, senza telecamere, il premier non si presenterà in un'aula giudiziaria a testimoniare dell'avvenuta offesa al regal posteriore. Per colpa della ragion di Stato, Lodo Alfano, si antepone il bene del paese a quello delle necessità contingenti del premier; Silvio non ha il tempo per difendersi, tempo prezioso da utilizzare per il bene degli Italiani (e in modo terapeutico per qualche zoccola).

giovedì, ottobre 7

Chi trova un amico trova

Avere un Putin per amico...
I misteri delle andate in Russia del nostro premier, ora danno i loro frutti.
Egli lavora sempre per il ""bene""" dell'Italia...
e domani volo a Sanpietroburgo per il putiniere, tutto spesato Italia, per festeggiare il compleanno dell'amico fraterno.
Oggi invece colloquio con un altro "suo pari", premier cinese Wen Jiabao, con il quale avrà certamente preso accordi economici, sempre per il bene degli "italiani", cioé quelli che lavorano per mediaset e nella sfera fininvest, ma questa è solo un'illazione.

Tiziano Ferro: "Sono gay"...
E chi se ne frega!?!

domenica, ottobre 3

Silvio vs Garko, i più contestualizzati d'Italia



Preso atto che la bestemmia del cattolico premier non è grave come quella di un comune cattolico, che insomma egli ha l'immunità alla bestemmia, e monsignor Fisichella lo ha detto chiaramente, "bisogna contestualizzare le cose"; ovvero contestualizzare questo governo nella dimensione economica a favore del Vaticano, elargizioni finanziarie, agevolazioni e prebende alle strutture cattoliche sparse in territorio italiano, in conclusione Silvio, in virtù di questa contestualizzazione, PUO' bestemmiare. Ottime ragioni del monsignore, ma i bambini sapranno contestualizzarlo? Preso atto di ciò ci si domanda chi potrebbe superare l'invincibile premier nei sondaggi per un'eventuale tornata elettorale. Cosiderando che neanche un portavoce del Padreterno si sente in diritto di contestargli una bestemmia, dobbiamo prendere atto che la contesa deve avvenire con qualcuno che competa con le sue stesse armi di fascinazione, non un politico normale come un Bersani, un Vendola o anche un Di Pietro, ma uno che sia "contestualizzato" come Silvio. Qualcuno che abbia consenso acclamato tra i televotanti, per esempio uno come Gabriel Garko che fa ascolto non perché sappia recitare ma perché nel contesto è bello. Il premier sarebbe terrorizzato da un eventuale scontro con questo stereotipo del perfetto politico, secondo la visione berlusconiana inversa. Garko è al maschile quello che per Silvio deve essere la deputata ideale, giovane e figa. Silvio affascina, nonostante sia un signore di 75 anni, le fans del pdl sanno contestualizzarlo e tutte sono innamorate di lui, qualunque cosa faccia o dica, esse lo giustificano sempre e comunque. Un fenomeno. Anche Garko ha fascino quasi quanto il premier. Anche Garko, qualunque fiction faccia, nonostante reciti da dilettante di oratorio, fa sempre e comunque il boom di ascolti, un fenomeno. Silvio e Garko sono gli assi pigliatutto dei televotatori. Oggi solo Gabriel Garko può battere Silvio nelle elezioni. Peccato che si ostini a credere di essere un attore, come Silvio si ostina a credere di essere un politico. E se facessero a cambio? Silvio sa recitare moolto meglio di Garko, si immedesima talmente nella parte che ci crede lui stesso, metodo Stanislavskij, anche se la parte che sta girando attualmente, il grande statista, è veramnete penosa, sullo stesso livello recitativo de "Il peccato e la vergogna", ma perché lui è portato più per le parti comiche; Garko invece saprebbe rendere in politica fotogenicamente moolto meglio di Silvio. Le donne ormonate lo voterebbero a prescindere, è un' ottima calmita elettorale. Se qualcuna ha visto in Garko il nuovo Mastroianni... potrà con la stessa convinzione crederlo un grande statista. Se poi qualcuno ha paragonato Silvio a De Gasperi, potrà rivederlo come la versione italiana di Danny De Vito; non avrebbe più bisogno di fingere e nascondere il trucco... in teatro il cerone è prassi.

ps
Notare la bravura recitativa di Troisi.
ps:
"Non nominare il nome di Dio invano"
Invano... Forse per monsignor Fisichella è rispettato il secondo comandamneto perché Silvio B. avrebbe nominato il nome di D. non invano.

domenica, settembre 19

mercoledì, settembre 15

Frattini vs Jack Sparrow


Sulla vergognosa vicenda delle mitragliate libiche all'innocuo peschereccio italiano dichiarazioni
in ordine:
1) È stato un errore,credevano fossero migranti.
2) Hanno sparato in aria e poi a mare e solo all'ultimo sullo scafo perché non si era fermato all'alt.
3) Pescavano di frodo.
4) NON hanno inseguito l'imbarcazione italiana.

Chi le ha rilasciate queste dichiarazioni? Il portavoce dei libici Frattini. Un ministro italiano e sottolineo ITALIANO, la prima escort ad accogliere Gheddafi in Italia, con un sorriso di gioia paragonabile solo a quello della ultima vincitrice di miss Italia. Non c'è bisognop di uno psicologo per capire che la prima ela terza giustificazione sono contraddittorie e che quindi Frattini (e Maroni) stessero lasciando dichiarazioni, come si dice, a cazzodicane, per partito preso.
Ne avesse azzeccata una? Siamo sicuri che è ancora un ministro Italiano, non è che insieme
alle escort si sia venduto anche lui? Frattini, confessa dove hai nascosto il Corano con dedica di Gheddi? Il peschereccio Ariete nonostante si sia subito identificato via radio, è stato mitragliato e inseguito in acque internazionali, quindi perfettamente legali per la pesca, per cinque lunghissime ore,
sotto il tiro continuo della motovedetta libica. Il comandante ed il suo equipaggio hanno visto la morte in faccia, testimoni e vittime dell'accaduto, ma Frattini non crede a loro, crede ai libici.Nessuna protesta ufficiale da parte italiana, i libici si sono scusati... tutto a posto! Il ministro replica alle critiche accusando l'opposizione di mera speculazione per offuscare il Governo.
E meno male che per pura casualità non c'è stata una strage, altrimenti il bravo ministro avrebbe incolpato i pescatori italiani di essersi fatti uccidere a posta per remare contro il Governo.
Io aggiungerei che gli spari libici fanno parte del folklore locale, tipo mortaretti, botteamuro, cipolle, tricchetracche, bomba di maradona... hanno visto gli Italiani e per la contentezza hanno sparato i fuochi... poi magari si sono anche offesi perché i pescatori sono scappati sotto coperta e non li hanno salutati, siamo proprio ingrati. Per fortuna c'è Frattini che ci salva dalle brutte figuracce, ora per completezza deve farsi carico di chiedere scusa alla Libia a nome dei componenti dell'equipaggio dell'Ariete, di non essere morti ammazzati, 'che sono quasi morti... ficati. Molto morti e moltissimo ficcati, nei modi in uso dai rappresentanti di Governo. Cerchiamo di credergli, magari ha ragione, è pur sempre un ministro, la crema della intellighentia, il fiore della dirigenza politica italiana, uno che è stato scelto direttamente dal premier più premier della storia italiana, tra le tante scelte eccelse che poteva fare, tipo Scajola o Brancher... Ecco, forse il peschereccio italiano non è stato inseguito dalla imbarcazione libica, ma dalla nave fantasma di Jack Sparrow...


Durante i "proficui" colloqui, Silvio e Gheddi di cosa diamine parlano? Solo di affari? Come è che non hanno risolto questa annosa questione dei confini marini, una delle priorità per i buoni rapporti di vicinato?

Sul trattato italo-libico per controllare l'afflusso di clandestini, c'è anche l'approvazione di aprire il fuoco come prassi? Il resoconto del Viminale considera regolare, come normale amministrazione il codice di comportamento della motovedetta libica. Ecco perché il profilo basso sulla vicenda. Ciò significa che il Governo Italiano è quasi complice di questo atto criminale. E ciò significa che sventagliate di mitra sui barconi carichi di clandestini, come prassi, provocano decine e decine di morti, centinaia di morti a noi oscure, ma sulla coscienza nera del nostro Governo.

sabato, luglio 31

Dittatori

Tutti i dittatori prima o poi cadono in fallo, è nella loro natura. Sono circondati da una corte di adulatori che gli fanno perdere il senso della realtà, dicendo loro quello che vogliono sentire, facendoli credere veramente invincibili e persino prossimi alla deità. Così sfugge il controllo e incominciano a fare errori di valutazione.
Napoleone, Hitler persero le loro battaglie a causa di marchiani errori di strategia, perché erano sicuri della vittoria, in quanto ormai imbambolati nella loro supponenza. Inoltre anche il popolo gioca un ruolo distruttivo, il popolo esalta ma è il più inaffidabile degli adulatori perché non finge, e come eleva, così fa crollare, lasciando il dittatore stupìto di come tanto amore si trasformi in odio. Il popolo non ha vie di mezzo, o ama o odia. E quando odia è implacabile.

martedì, luglio 27

Nucleare in Italia cronache dell'anno 2090


Cronache dell’anno 2090

Intervista:

InviatoLei appartiene a quella che fu la più potente famiglia italiana tra 1900 e 2000. Il suo bisnonno fu il promotore del nucleare in Italia. Possiamo dire che senza di lui, non avremmo mai avuto il nucleare in Italia. Quali sono i suoi sentimenti?

Berlusconi SilvioCosa vuole che le dica? Se ci fosse stata un po’ di cultura reale per l’ambiente, erano tempi di grande ignoranza, di sottosviluppo… Tutti i paesi del mondo hanno abbandonato il nucleare e utilizzano energie innovative e pulite. Noi ancora con questi vecchi impianti… eredità degli anni di governo di mio bisnonno.

IPerò il suo bisnonno pagò a caro prezzo quella politica.

BNon fu per il nucleare, ovviamente, con quello ancora non c’era stato danno perché era solo all’inizio; lui pagò per tutta la sua sciagurata politica… che poi chiamarla politica è inidoneo… per quelle scelte di potere completamente prive del fondo civile, della res pubblica. Non dico nulla di nuovo, la storia lo ha condannato da tempo.

IAnche lei?

BSe prima ero indeciso, appartenevo a quella minoranza di dubbiosi revisionisti che cerca di vedere il bene nel male… ora non me la sento più di avvalorare il berlusconismo, fu un male, un danno per il nostro paese.

IEppure non è il primo incidente… si poteva convincere prima.

BSa cos’è? Siamo tutti bravi, ed io per primo, a criticare, ad obiettare sulle lamentele altrui fino a quando non capita anche a noi… Sì, mi sento colpevole… ma non per il mio bisnonno, no lui si meritò tutte le sue colpe e sono solo sue… Mi sento colpevole perché avrei dovuto sentire questo pericolo, anche mio. Forse se avessi capito… se avessi agito, anche scappando dall’Italia, mio figlio non avrebbe preso la leucemia. Mi fa rabbia che ancora continuiamo a pagare gli errori, le megalomanie di quell’uomo, il mio bisnonno…

IPerò hanno continuato il nucleare anche dopo il tramonto del suo potere…

BOrmai era tutto iniziato, non era stata costruita nessuna alternativa energetica. Mio bisnonno aveva paralizzato tutta la ricerca innovativa, per favorire il nucleare. Il suo operato aveva formato una matassa che ha imbrigliato l’Italia e la imbriglia tutt’oggi. Ed eccoci qui… ancora a maledire quegli anni di follia collettiva, nell'assecondare un solo uomo al potere.

I - Molti avevano capito. Grazie alla parte sana dell'Italia ed al lavoro della magistratura si superò anche questo periodo buio, nonostante i loschi affari e quella massa di elettori che aveva sinceramente creduto all' "uomo della provvidenza".

B - Già, purtroppo il danno era fatto.

ILe cure che esistono possono assicurare a suo figlio una vita più che dignitosa, con possibilità di guarigione.

BSì, pensiamo positivo. Sono contento che il Parlamento abbia posto in calendario la chiusura incondizionata di tutti gli impianti nucleari in Italia. Costerebbe più rinnovarli che cambiare totalmente registro. Forse è stato un sacrificio utile, quello dei nostri figli, per chiudere definitivamente questo spiacevole capitolo della nostra storia. E come dice lei, salveremo i nostri bambini… contro tutti i mali che ci hanno lasciato i nostri avi disgraziati. E ciò, come può ben capire, lo sento come un riscatto al nome che porto, ripeto, anche se le colpe dei padri non ricadono sui figli, per questo sto aprendo una fondazione per finanziare e gestire tutte le cure per le persone colpite dalle radiazioni. È il minimo che possa fare per salvare la mia dignità di fronte alla storia, di fronte alla gente che mi conosce per quello che sono e non per quello che era stato il mio bisnonno, di cui porto anche il nome.

domenica, luglio 25

Marchion diro dirondello



«In una libera economia e in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare
la propria produzione dove ritiene sia più conveniente. Io spero soltanto che questo
non accada a scapito della produzione in Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre attualmente lavoro».

Così parlò Berlusconi Silvio, il Robin Hood di Confindustria e protettore ufficiale di Fiat, dopo aver ricevuto incarico da Agnelli nel lontano 1993. Più di questo non può offrire, la speranza, che volete da lui? Difende gli interessi degli industriali non degli operai! La speranza è tutto quello che rimane del potere operaio degli Italiani. Finché c'è Berlusconi c'è speranza, mangiassero speranza, gli operai.
Marchionne, la volpe, l'ingegno fatto uomo, l'acuto manager, il fine economo non afferra una semplice, banale osservazione: la Fiat, oltre a produrle, le auto, a costo stracciato di costruzione, le deve anche vendere, a prezzo di mercato occidentale...
E gli Italiani? Negli anni Settanta compravano Fiat anche se sapevano che quelle vetture erano dei porpi, in confronto alle marche straniere; le acquistavano perché lo sentivano come un dovere per i lavoratori italiani, oggi si chiederanno una volta per tutte il perché dovranno acquistare Fiat monovolume costruite in Serbia. Al dunque, Marchionne, provasse a venderle in Serbia, allo stesso prezzo italiano; se ci riesce è veramente un mago, altrimenti cambiasse mestiere; potrebbe sempre fare il ministro dello Sviluppo Economico in questo Governo, ne è all'altezza, in questo Governo.

Marchionne non si rende conto di stare provocando una caduta a vite della produzione automobilistica Fiat. C'era un mercato assicurato dagli stessi operai, loro se le producevano e loro se le compravano, dai loro parenti, da i militanti, i simpatizzanti comunisti, già, gli ipotetici nemici degli Agnelli erano i clienti più affezionati della Fiat. Oggi, il kamikaze di Marchionne troverà sempre meno mercato in Italia, cioé il paese che ha ancora lo stomaco di comprare... Ormai gli scioperi degli operai non fanno più paura agli industriali, o si mangiano questa minestra o se la mangiano all'estero. E se fossero i clienti a fare sciopero? Se i clienti della Fiat un giorno decidessero di non comprare auto Fiat? Sarebbe il terrore dei Marchionni! La Fiat auto, è destinata a soccombere, comunque. Del resto tutto ha un termine, anche la vita finché c'è solo speranza... anche i governi se offrono soltanto speranza.