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sabato, marzo 19

Ville vesuviane 121 meno 1

Crollo villa Lauro Lancellotti


segue descrizione
Da <"La provincia di Napoli"
La costruzione dell'edificio ebbe inizio nel 1776 ad opera dell'architetto Pompeo Sciantarelli.
La facciata è caratterizzata dall'uso di un bugnato rustico nella zona basamentale che corre lungo il perimetro del corpo di fabbrica, caratterizzando in modo più evidente la zona centrale ed anche le soluzioni angolari. L'edificio è costituito da un piano terra, un piano ammezzato ed il piano nobile.
La facciata risulta tripartita verticalmente: nelle due zone laterali si alternano aperture ora sormontate da timpani triangolari, ora circolari e nella zona centrale, a sua volta suddivisa in tre parti, domina, nella parte bassa, un portale girato a tutto sesto fiancheggiato da due grossi medaglioni raffiguranti due puttini, che montano altrettanti delfini.
Al piano nobile la composizione diventa anche più leggera, sia per l'uso del bugnato liscio, sia per le aperture arretrate rispetto al filo esterno della facciata. Altrettano interessante si presenta la facciata posteriore soprattutto per la presenza, al centro del terrazzo del piano nobile, di un padiglione ornato di colonne ioniche reggenti timpani triangolari.

sabato, ottobre 30

Il circo mediatico senza sosta

Tra due giorni Ruby sarah carne da macello...


A me questa faccenda ricorda la filosofia di vita che trasuda dagli scritti del marchese De Sade, vero socialista e "vero cristiano", ogni bestemmia è un inno ai Vangeli perché si scontra con l'ipocrisia della società, infatti gli unici che bestemmiano, nei suo romanzi sono i ricchi potenti.
Nelle disavventure di Justine, i potenti compiono impunemente le peggiori nefandezze ed i poveracci, morigerati e cristianamente umili, oltre ad essere le vittime sono anche biasimati per la loro condizione sociale, mentre quelli non solo la fanno sempre franca ma sono visti come gente di rispetto e di rettitudine morale. Per cui se una dama di corte arriva in gendarmeria, nella Parigi del XVIII secolo, su richiesta di un potentissimo consigliere reale, e richiede di prendere sotto la propria protezione una ragazzina sbandata minorenne, i gendarmi, considerata la posizione sociale della dama e la autorevolezza del potente, senza alcuna altra cura, gliela affidano.
Nelle vicende di De Sade, la dama così apparentemente buona, è una grandissima troia che non ha alcuna intenzione di sobbarcarsi le cure della disgraziata. E mentre quest'ultima ancora la ringrazia per tanta bontà d'animo, appena varcata la dimora si accorge di essere ritornata nelle mani del suo aguzzino. Però questa è solo la mente "pervertita" del divino marchese. Nella realtà, al più, la ragazzina può andare "in custodia" ad un tipo poco raccomandabile per questo compito, che infatti ha ben altro compito, quello di controllare che non faccia e dica cose sconvenienti. Un tipo che già la conosce perché l'ha fatta lavorare nel proprio locale, ballare mezza nuda sulla pista, minorenne, ottimo co-affidamento. E immagino la festa che le fanno ora che è diventata maggiorenne e nessuno può fermare più la loro bramosìa di "amore", di cui, considerati i soggetti, nessuno frate francescano, già si saranno abbondantemente serviti prima. Ma qualcuno non deve rispondere dinanzi alla legge? Per esempio la dama di corte o questo individuo? In De Sade loro non pagano mai. Mentre la povera Justine, fa una brutta fine. Meno male che la realtà è ben diversa... nella Francia di oggi.

martedì, luglio 27

Nucleare in Italia cronache dell'anno 2090


Cronache dell’anno 2090

Intervista:

InviatoLei appartiene a quella che fu la più potente famiglia italiana tra 1900 e 2000. Il suo bisnonno fu il promotore del nucleare in Italia. Possiamo dire che senza di lui, non avremmo mai avuto il nucleare in Italia. Quali sono i suoi sentimenti?

Berlusconi SilvioCosa vuole che le dica? Se ci fosse stata un po’ di cultura reale per l’ambiente, erano tempi di grande ignoranza, di sottosviluppo… Tutti i paesi del mondo hanno abbandonato il nucleare e utilizzano energie innovative e pulite. Noi ancora con questi vecchi impianti… eredità degli anni di governo di mio bisnonno.

IPerò il suo bisnonno pagò a caro prezzo quella politica.

BNon fu per il nucleare, ovviamente, con quello ancora non c’era stato danno perché era solo all’inizio; lui pagò per tutta la sua sciagurata politica… che poi chiamarla politica è inidoneo… per quelle scelte di potere completamente prive del fondo civile, della res pubblica. Non dico nulla di nuovo, la storia lo ha condannato da tempo.

IAnche lei?

BSe prima ero indeciso, appartenevo a quella minoranza di dubbiosi revisionisti che cerca di vedere il bene nel male… ora non me la sento più di avvalorare il berlusconismo, fu un male, un danno per il nostro paese.

IEppure non è il primo incidente… si poteva convincere prima.

BSa cos’è? Siamo tutti bravi, ed io per primo, a criticare, ad obiettare sulle lamentele altrui fino a quando non capita anche a noi… Sì, mi sento colpevole… ma non per il mio bisnonno, no lui si meritò tutte le sue colpe e sono solo sue… Mi sento colpevole perché avrei dovuto sentire questo pericolo, anche mio. Forse se avessi capito… se avessi agito, anche scappando dall’Italia, mio figlio non avrebbe preso la leucemia. Mi fa rabbia che ancora continuiamo a pagare gli errori, le megalomanie di quell’uomo, il mio bisnonno…

IPerò hanno continuato il nucleare anche dopo il tramonto del suo potere…

BOrmai era tutto iniziato, non era stata costruita nessuna alternativa energetica. Mio bisnonno aveva paralizzato tutta la ricerca innovativa, per favorire il nucleare. Il suo operato aveva formato una matassa che ha imbrigliato l’Italia e la imbriglia tutt’oggi. Ed eccoci qui… ancora a maledire quegli anni di follia collettiva, nell'assecondare un solo uomo al potere.

I - Molti avevano capito. Grazie alla parte sana dell'Italia ed al lavoro della magistratura si superò anche questo periodo buio, nonostante i loschi affari e quella massa di elettori che aveva sinceramente creduto all' "uomo della provvidenza".

B - Già, purtroppo il danno era fatto.

ILe cure che esistono possono assicurare a suo figlio una vita più che dignitosa, con possibilità di guarigione.

BSì, pensiamo positivo. Sono contento che il Parlamento abbia posto in calendario la chiusura incondizionata di tutti gli impianti nucleari in Italia. Costerebbe più rinnovarli che cambiare totalmente registro. Forse è stato un sacrificio utile, quello dei nostri figli, per chiudere definitivamente questo spiacevole capitolo della nostra storia. E come dice lei, salveremo i nostri bambini… contro tutti i mali che ci hanno lasciato i nostri avi disgraziati. E ciò, come può ben capire, lo sento come un riscatto al nome che porto, ripeto, anche se le colpe dei padri non ricadono sui figli, per questo sto aprendo una fondazione per finanziare e gestire tutte le cure per le persone colpite dalle radiazioni. È il minimo che possa fare per salvare la mia dignità di fronte alla storia, di fronte alla gente che mi conosce per quello che sono e non per quello che era stato il mio bisnonno, di cui porto anche il nome.

domenica, luglio 25

Marchion diro dirondello



«In una libera economia e in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare
la propria produzione dove ritiene sia più conveniente. Io spero soltanto che questo
non accada a scapito della produzione in Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre attualmente lavoro».

Così parlò Berlusconi Silvio, il Robin Hood di Confindustria e protettore ufficiale di Fiat, dopo aver ricevuto incarico da Agnelli nel lontano 1993. Più di questo non può offrire, la speranza, che volete da lui? Difende gli interessi degli industriali non degli operai! La speranza è tutto quello che rimane del potere operaio degli Italiani. Finché c'è Berlusconi c'è speranza, mangiassero speranza, gli operai.
Marchionne, la volpe, l'ingegno fatto uomo, l'acuto manager, il fine economo non afferra una semplice, banale osservazione: la Fiat, oltre a produrle, le auto, a costo stracciato di costruzione, le deve anche vendere, a prezzo di mercato occidentale...
E gli Italiani? Negli anni Settanta compravano Fiat anche se sapevano che quelle vetture erano dei porpi, in confronto alle marche straniere; le acquistavano perché lo sentivano come un dovere per i lavoratori italiani, oggi si chiederanno una volta per tutte il perché dovranno acquistare Fiat monovolume costruite in Serbia. Al dunque, Marchionne, provasse a venderle in Serbia, allo stesso prezzo italiano; se ci riesce è veramente un mago, altrimenti cambiasse mestiere; potrebbe sempre fare il ministro dello Sviluppo Economico in questo Governo, ne è all'altezza, in questo Governo.

Marchionne non si rende conto di stare provocando una caduta a vite della produzione automobilistica Fiat. C'era un mercato assicurato dagli stessi operai, loro se le producevano e loro se le compravano, dai loro parenti, da i militanti, i simpatizzanti comunisti, già, gli ipotetici nemici degli Agnelli erano i clienti più affezionati della Fiat. Oggi, il kamikaze di Marchionne troverà sempre meno mercato in Italia, cioé il paese che ha ancora lo stomaco di comprare... Ormai gli scioperi degli operai non fanno più paura agli industriali, o si mangiano questa minestra o se la mangiano all'estero. E se fossero i clienti a fare sciopero? Se i clienti della Fiat un giorno decidessero di non comprare auto Fiat? Sarebbe il terrore dei Marchionni! La Fiat auto, è destinata a soccombere, comunque. Del resto tutto ha un termine, anche la vita finché c'è solo speranza... anche i governi se offrono soltanto speranza.

sabato, giugno 19

Marchionne for Polonia

Amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, se gli operai per mantenere il posto devono mettersi sullo stesso livello degli operai polacchi, sia egli stesso di buon esempio, prendendosi la cittadinanza polacca, e trasferendosi, come del resto già molte catene di montaggio Fiat, in Polonia, e adegui il suo stipendio secondo quel tenore di vita, sino alla fine della crisi, cioé per sempre. E magari si porti anche qualcuno della nidiata Agnelli... che fa sempre bene...
Niente male, la manovra finanziaria di questo attuale Governo, per arginare la crisi economica, non intacca di un centesimo i capitali dei componenti della Confindustria. Dice che è tutto a debito degli statali, ad esclusione degli onorevoli deputati, che non sono statali. Così personcine come i Montezemoli le Marcegaglie i Marchionni, tanto per fare i nomi più dirigenziali, non cacciano un euro, come se la crisi non fosse per colpa loro, che i capitali se li vanno a crescere all'estero, ma poi in Italia cercano gli acquirenti. Gianni Agnelli sapeva molto bene quello che faceva quando decise che era giunto il momento, ai primi anni 90, di far scendere in campo una faccia da culo, che difendesse i diritti dei "poveri" imprenditori miliardari, malvessati dalla Giustizia, la quale non si faceva più i fatti suoi. Questa straordinaria faccia come il culo, paladino dei ricchi, è il campione che esiste e resiste da vent'anni, sopravvissuto al suo stesso creatore. Silvio Berlusconi, per rispondere alle iniziali critiche della Confindustria sulla manovra, consigliò loro di leggerla, perché era convinto che non l'avessero letta. Infatti, dopo averla letta, nessuno di loro mosse più un lamento. Appunto, la manovra non metteva le mani nelle tasche degli Italiani miliardari, come lui aveva promesso, ma dei poveracci. Una volta stabilito ciò, la Marcegaglia ha pregato il Parlamento di non "spolpare" la manovra, cioé di non incominciare a sbucciare la mela; facile fare i rigorosi con le chiappe degli altri (Ricucci pensiero). Ordunque, questo curioso Governo, invece di prendere le difese degli operai di Pomigliano... di Termini... è dalla parte della Fiat, e poco ci manca che consideri questi operai alla stregua di mantenuti scansafatiche. Del resto, come si sa ormai, Agnelli per questo lo mise in gioco... Questi sono i tempi che viviamo, ora, solo ora. Tutto ha un termine, è solo una questione di tempo.
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mercoledì, marzo 10

Il palazzo dei misteri

Questa ponderosa guida dei rioni e quartieri di Roma in otto volumi, fu edita dal 1989 al 1991, e sottolineo fu nel 1991 conclusa. Quindi iniziò prima del fatto ed in corso d'opera venne aggiornata. Se ci sia una sorta di cinismo non è il caso chiederselo ora. Perché è cronaca che ancora scotta, miete le sue vittime e la fine è lungi da venire. La storia della città è piena di cronache di sangue che si imprimono nelle menti per il riconoscimento dei palazzi, delle vie, delle piazze e si vanno ad integrare nelle guide di Roma, questo è il palazzo di... questa è la casa dove... Dai fatti più importanti, come il luogo dove Cesare venne pugnalato, alle storie più umili di coltelli e veleni del popolo basso. Così, magari tra 30 anni sembrerà normale leggere questa documentazione di cronaca, con la mente distaccata. Spero solo che non venga ricordato ancora come "Palazzo dei misteri".

Off topic
La banda degli onesti:
personaggi: Bonocore, portiere di un condominio borghese romano,
ragioniere Casoria amministratore del palazzo.
Il portiere Bonocore: s’accomodi.
Il ragioniere Casoria: grazie. Ah, sei tu che alimenti la caldaia?
Il portiere Bonocore: signor sì, ho anche la mansione da fuochista.
Il ragioniere Casoria: eh, ma fa caldo, troppo caldo.
Il portiere Bonocore: sfido io, siamo vicino alla stufa.
Il ragioniere Casoria: no no no, fa caldo in generale, anche il palazzo deve essere surriscaldato.
Il portiere Bonocore: sì? Però c’è chi non condivide la sua idea, ma lei dice che è surriscaldato, pazienza sarà surriscaldato.
Il ragioniere Casoria: be’, per questo il prossimo rifornimento di carbone di fine mese mi sembra un tantinello esagerato, no?
Il portiere Bonocore: ma guardi signor ragioniere, che la caldaia divora, 120 quintale sono appena sufficienti, e poi il preventivo l’ha fatto l’amministrazione.
Il ragioniere Casoria: e appunto si chiamano preventivi, perché vengono fatti preventivamente, eh, ma poi all’atto pratico la cosa cambia, eh.
Il portiere Bonocore: e in che modo?
Il ragioniere Casoria: eh eh, si dice 120 quintali, eh eh eh, ma poi invece si fa con, uh uh, con 40, eh eh eh. Questo lo sappiamo noi soli, eh eh eh.
Il portiere Bonocore: ah ah ah ah ah, signor ragioniere Casoria, ah ah, al mio paese questo, ah ah ah, si chiama peculato.
Il ragioniere Casoria: cosa?
Il portiere Bonocore: sì, peculato.
Il ragioniere Casoria: mpf, io questo non l’ho detto, ehm.
Il portiere Bonocore: non l’ha detto?
Il ragioniere Casoria: no no no no.
Il portiere Bonocore: mi era parso.
Il ragioniere Casoria: no, io ho detto soltanto che stavo dalla sua parte.
Il portiere Bonocore: io la ringrazio moltissimo, ma dalla mia parte fa molto freddo e 120 quintali sono appena sufficienti.
Il ragioniere Casoria: e va bene, va bene, io volevo soltanto diminuire le spese condominiali. Vuol dire che ci ricorderemo anche di questo, Antonio Bonocore. Arrivederci.
(e se il portiere Bonocore avesse accettato l'offerta del ragioniere Casoria? lo avrebbero saputo solo loro due)

giovedì, marzo 4

Il lato ridicolo del potere


È stato piuttosto imbarazzante vedere la Polverini, in piazza Farnese, gridare per un quarto d'ora, in auto-ipnosi, la parola "democrazia" e poi attaccare a cappella "come può uno scoglio...", invitando together a seguirla, saltando sul palco e sollevando le braccia per dare il tempo, come una Madonna de noantri... Porca miseria, ho pensato, il potere dà alla testa.
Sì, perché quello che prima non facevi per sobrietà e serietà, dopo ti accorgi che te lo lasciano fare e anzi, vedi gente che approva. Il senso di infallibilità, non sbagliare mai, porta a dire e fare cose che in una normale vita media non faresti mai, per non rasentare il senso del ridicolo.
Ma quale democrazia è- era in pericolo? Non mi pare che il centro-sinistra abbia accennato qualche azione di contrasto, nemmeno Di Pietro si è voluto mettere di traverso; non mi pare che l'esercito fosse caduto in mano ai generali... Ma contro chi l'avevano questi del centrodestra? Contro chi l'aveva La Russa, che ha minacciato addirittura una sommossa del popolo della libertà? Bohh! Niente niente l'avevano contro quei due tre giudici della Corte di Appello che stavano sudando le proverbiali sette camicie per riparare alla stupidità altrui? Intanto meglio mettere le mani avanti, sui loro stessi ridicoli errori e far ricadere la colpa ante-litteram a nemici fantasma. Che poi avrei voluto vederlo La Russa chiamare a raccolta questo popolo. La gente che vota pdl lo fa solo per la speranza di una pagnotta, insallanuta dalle promesse del Berlusconi; non gliene frega niente di mettersi in piazza e manifestare per la liberta. La libertà di chi? dei loro rappresentanti politici che non sono neanche stati capaci di presentare una lista in tempo? Un modo per rivoltare la frittata.

La Curia vaticana, ha sospeso Angelo Balducci da ogni incarico di Gentiluomo di sua Santità. Lo ha fatto solo dopo le rivelazioni sulle sue pratiche sodomite... Sino a quando si trattava di "semplice" corruzione, poteva anche passare... c'è peccato e peccato. Già, i soldi sono sempre benedetti dal Signore, da qualsiasi luogo provengano, anche dal capo della banda della Magliana, soprattutto quando entrano nelle casse del Vaticano, e Balducci gliene ha fatti entrare di soldi nelle casse, soldi dello Stato Italiano... Per questo esistono i Galantuomini di sua Santità, sono scelti apposta tra i potentoni, mica santi franceschi o poveracci in genere che seguono la parola di Gesù! E così abbiamo stabilito che per la Santa Apostolica Romana Chiesa farselo mettere in culo è molto più peccaminoso che metterlo in culo alla gente!
Il progresso della responsabilità civica non ha neppure sfiorato la chiesa gerarchica; è sempre rimasta la solita struttura millenaria di potere, senza un Cristo da temere. Il Vangelo ed i moniti vengono letti solo per i fedeli. Saranno almeno 1700 anni che la parola di Gesù Cristo non ha più dimora sul colle Vaticano. Ebbene, se c'è qualcuno che dubita dell'esistenza di Dio, la Corte Pontificia fa in tutti i modi 'che questo qualcuno sia proprio convinto dell'inesistenza. Perché un Dio, da mò avrebbe fatto cadere sul Vaticano una pioggia di fuoco. Forse per questo ne approfittano!?!

*Benoist, Piazza del Pantheon

venerdì, febbraio 19

ITALIA, siamo tutti terremotati, alluvionati...




L'Italia, paese di ladroni, puttane, cantanti, tronisti e giocatori di pallone governati da corrotti assetati di potere. Lo so, non sono solo questi (ci sono anche i terremotati, gli alluvionati, i franati... tutti noi, ma non sporchiamo di fango il nostro paese); la nuova crema rancida della società italiana è spalmata su ogni ricevimento d'onore, nelle manifestazioni ufficiali, istituzionali loro ci rappresentano. Guadagni facili e i giri che valgono, sono la gente che conta in Italia.

E in più, per restare in tema, la mia previsione sul festival di Sanremo, che ho visto in tutto dieci minuti e letto di più su giornali e vari programmi tv, e mi sono fatto un' idea ben chiara.
1 Malika
2 Scanu
3 Principe Pupo Tenore

Motivazioni:
Il primo posto per salvare la faccia.
Il secondo posto per dare il contentino alla potentissima e famelicissima Maria De Filippi, appagata in parte dalla vittoria di Carta dell'anno scorso. Lei, vera artefice del rinnovato successo del festival di Sanremo, altro che la Clerici, per avere prodotto con Amici una nuova generazione di spettatori cerebrolesi. Il Festival è nelle sue mani, quest'anno ha messo il marito a gestire la sala stampa e moderare le illazioni.
Il terzo posto al principe, per una sorta di trafficosi inciuci. Il Principe è portato da una mano misteriosa che lo ha già fatto vincere a Ballando con le stelle, gli ha fatto sfiorare il successo elettorale, gli ha dato la conduzione di un programma tv, che altri artisti, realmente talentuosi e con una gavetta massacrante alle spalle, si sognano; ora il posto sul gradino d'onore sembrerebbe un giusto coronamento, del nulla e della pochezza. Sempre che colui che muove i fili di questa marionetta riempita di aria, non faccia un passo indietro per non sputtanarsi eccessivamente, ma soggetti tali sono abituati a ben altro. Chi protegge il Principe? chi sono gli amichetti dei Savoia, e perché? E perché noi italiani dobbiamo pagargli lo stipendio? Cosa hanno ottenuto in cambio? Azzardo qualche ipotesi? Sappiamo quanto la chiesa ufficiale abbia un debole per le monarchie, non altro perché i re sono re per mandato divino, come è da tradizione, anche dei Savoia...
Nei secoli bui (tanto per dire bui) Chiesa e Monarchia erano in perfetta sintonia, perché il popolo affamato, ancor che ignorante, era trattenuto dalla rivolta, per timore di Dio, timore che i pretacci spargevano a mani bassi; ecco perché la Rivoluzione fece subito fuori i preti, ma questo è un altro argomento.

mercoledì, dicembre 30

Legge Basaglia da rivedere per grazia di una duomata ricevuta

Alla fine d'estate a Salerno è successo un fatto increscioso. Sul Lungomare stava passeggiando serenamente un signore, un pensionato di 69 anni. Fumava l'ultima sigaretta prima di arrivare a casa, giusto per l'ora di pranzo, dove lo aspettava la moglie che forse già aveva messo la tovaglia ed era in attesa del marito per calare la pasta.
Un giovane alto e robusto gli passa vicino e, preso da un raptus, con una mossa inprevedibile e rapida lo solleva e lo scaraventa oltre il parapetto. Il signore precipita da un'altezza di almeno sette metri, rovina sugli scogli sbattendo la testa e muore sul colpo. Un poliziotto o non ricordo bene di quale arma, in borghese, che si trovava nei pressi, fa appena in tempo a capire, si scaraventa sul giovane ma troppo tardi; tutto quello che può è immobilizzarlo. Quel giovane, psicopatico violento, era in cura presso una struttura sanitaria apposita. Inspiegabilmente girava senza controllo, da solo per la città. Questo fatto ha scosso molto l'opinione pubblica locale, perché nessuno si aspetta che si possa morire così in un centro abitato e popolato, con dei soggetti disturbati potenziali omicidi, in libertà. Eppure dal Governo non arrivò nessuno interessamento, neanche da una salernitana doc che è attualmente ministro.
Solo ora finalmente il ministro Carfagna si è degnato di proporre, forse suggerito da chi di dovere, che bisogna rivedere la legge Basaglia. Ora, ma non in relazione a quel triste fatto di cronaca, ora perché il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi è stato colpito da uno squinternato, e in seconda battuta perché anche il papa è stato spinto dall'aria mossa da una povera squilibrata, utilità di voto cattolico. Ora per questi ridicoli motivi. Ora è possibile che per fare qualche legge utile si deve sperare che serva prima ad un uomo solo? Dunque dobbiamo sperare che al nostro amato presidente possano capitare tutti i guai di noi Italiani, che si accolli come un Cristo tutti i dolori dei suoi fedeli sudditi? Così che si possano fare leggi serie e necessarie?! Dobbiamo sperare che per fare una legge sui trapianti e donatori di organi e di midollo, il nostro amato presidente abbia un giorno bisogno di un trapianto?affinchè un morigerato e servitore ministro di questo governo metta mano ad un disegno di legge all'avanguardia nel mondo, sui trapianti? Questo dobbiamo sperare?

lunedì, dicembre 14

Un doloroso fatto di cronaca


Ieri le cronache ci hanno riportato una grande tragedia. A me sinceramente mi si è stretto il cuore, dopo tutte le avvertenze, ancora stiamo a contare l’ennesima vittima innocente della stupidità umana.
Una bambina di sette anni è stata strappata dalla vita, letteralmente dalle mani dei genitori, falcidiata da un’auto il cui conducente non era nemmeno ubriaco. Guidava così, a velocità sostenuta per abitudine, dove la segnaletica indicava chiaramente un limite, le strisce pedonali. Si può dire che i pazzi, gli sconsiderati in giro non si possono controllare. Ma non è una scusante, non lo è per quella madre e quel padre che passeranno il Natale più infelice della loro vita. Vivessimo nella foresta pluviale, uno può anche metterlo in conto che oggi ci siamo e domani no, il morso di una serpe, l’attacco di un orso, è la Natura, dolore e rassegnazione. Ma siamo in una società civilizzata ed è inaccettabile che un bambino nel pieno della spensieratezza della piccola esistenza, il giorno dopo ha segnato un ‘ incomprensibile pagina bianca.
Che fare? Controlli? Va bene. No, che fare per evitare che accada in modo ASSOLUTO. A S S O L U T O.
Io lo scrivo qui, sapendo che le mie parole sono inutili perché chi legifera non va oltre dei deterrenti. Mettano certo le pene più severe, ma non basta. I morti nessuno li restituisce. Però lo scrivo lo stesso, giusto per testimoniare che la soluzione c’è, non è una chimera, senza affidarci alla fatalità.
In Formula Uno esiste il riduttore di velocità che si aziona all’ingresso e all’uscita dai box , credo che sia comandato via radio. Vediamo un po’, una legge europea che obblighi tutti i costruttori di veicoli a montare il dispositivo in ogni unità, esattamente come si montano per legge le cinture di sicurezza. Predisporre un piano nazionale (europeo) in cui ciascun comune piazzi sul territorio di pertinenza i trasmettitori ovunque ci siano segnalazioni di limiti di velocità sensibili e non. Il dispositivo all’interno del veicolo deve essere revisionato regolarmente e mai manomesso, pena sequestro immediato del mezzo, ritiro della patente, pena pecuniaria e penale. All’interno dei centri abitati, dove il limite di velocità è fisso si possono prevedere cellule che coprano tutta la zona interessata, come se si trattasse appunto di cellulari. Dove insistono delle strisce pedonali, naturalmente il limite si riduce ulteriormente, molto prima di arrivare al segnale a terra. Credo sia superfluo continuare questo discorso…

venerdì, giugno 19

Formula Uno Utilizzatore Finale Nazionale Ronde

Cronache sparse

Formula Uno. È una faccenda seria, il presidente della FIA Mosley pensa si tratti solo di un circo spettacolo, di un semplice parco divertimenti. Invece le grandi case automobilistiche, riunite nella Fota, ci fanno cose serie. Loro investono miliardi di euro per quello che è il banco di prova di tutte le tecnologie allo stato dell’arte dell’auto. Ciò che si fa in Formula Uno ha ricadute a ombrello nelle industrie del settore. Componentistica, elettronica, sicurezza, materiali, consumi, benzine, gomme, efficienza globale… tutto molto spesso ha il suo battesimo ufficiale nel settore corse, le auto-gara di Formula Uno, prima di passare nelle auto di serie, quindi a noi “”utilizzatori finali””, beneficiari di tutte le innovazioni che si provano sulle auto da corsa . Accettare le decisioni della FIA di diminuire le risorse per lo sviluppo, sarebbe come buttare sul serio denaro per un giochetto fine a se stesso.

L’attuale Presidente del Consiglio è andato a far visita al Presidente degli Stati Uniti. Si è troppo compromesso a fare l’amicone di Bush, per agire allo stesso modo con Obama. Si vedeva in quelle poche immagini che ci hanno fornito le tv generaliste, quanto Berl fosse impacciato, insicuro, quasi intimidito. Non si può essere contemporaneamente bianchi e neri. Berlusconi appartiene ai neri. Obama è persona seria, ha ridimensionato Berl relegandolo alla sua dimensione, il tempo di un caffè e accomiatato con una pacca sulla spalla, come fanno i grandi con i ragazzini che si sono comportati bene, paternalistico. Berlusconi non gli ha saputo dire di no, dinanzi ai potenti più potenti di lui abbassa il capo, ha il complesso di impotenza. 500 soldati da mandare nelle zone controllate, quanto ci costa questa genuflessione! due/tre detenuti di Guantanamo da accollarci e cos’altro, qualche concessione di base militare segreta? Cosa ha avuto l’Italia in cambio? Boh?! Insomma, cosa ci è andato a fare in America, pensava di essere accolto con tutti gli onori di grande statista?

La nazionale di calcio si prende la prima sconfitta storica dall’Egitto, nella Confederations Cup. Non è un problema di giocatori, è un problema di direttore tecnico. I giocatori in campo non sapevano cosa fare, non c’era uno schema coerente, non c’erano le fasce; quando avevano la palla si giravano intorno confusi. Lippi ci aveva fatto vincere i mondiali per culo, con grande sofferenza, con Santo Buffon. Perché sfidare di nuovo la sorte? Il bene dell’Italia è mandare a casa Lippi, così per i prossimi Mondiali avremo una speranza di vittoria.

Ronde. Napoli è una città all’avanguardia. Le ronde esistono da sempre, agiscono dove lo Stato è assente, fornendo un utilissimo servizio al cittadino. I negozianti si autofinanziano per avere la protezione, e funziona molto bene. Infatti dove sono le ronde non avvengono furti di extracomunitari e nessun romeno rum o zingaro si azzarda a violentare una abitante del quartiere. Il servizio è molto efficiente, le ronde si muovono spesso su mezzi motorizzati, rigidamente senza casco per farsi riconoscere, e occupano i crocevia a sentinella; a qualsiasi sentore di pericolo intervengono in diversi modi, dipende cosa abbia generato l'allarme. Inoltre ciò permette di far lavorare una discreta massa di giovani altrimenti disoccupati. Il sistema è talmente efficiente che le forze dell'Ordine non sentono la necessità di apportare rinforzi, se la sbrigano da soli. Sono talmente evoluti che hanno anticipato persino una potenziale futura legge sull'autorizzazione al porto d'arma per difesa, come già c'è in USA. Infatti questi solerti controllori del territorio sono tutti armati e la Polizia lo sa e li lascia fare perché si fida del loro operato. Mi fa molta tenerezza vedere questi ragazzi poco più che minorenni, sistemarsi il pistolone da sotto la maglietta, senza neanche uno straccio di fondina, in condizioni ristrette, per passione ed attaccamento al loro lavoro di volontariato. Altro che ronde leghiste. Siamo mooolto avanti…

E ritornando all’ “”Utilizzatore Finale””. Quando Ghedini dice: “Non è vero… e anche se lo fosse, e non lo è…”, allora vuol dire che è vero. È come quando gli avvocati fanno le loro richieste finali alla corte chiedendo l’assoluzione del loro difeso per non aver commesso il fatto e in seconda battuta il minimo della pena. Quindi Utilizzatore Finale significa semplicemente “cliente”, e la legge sulla prostituzione della Carfagna punisce solo i clienti che si fanno adescare in strada. L’altra constatazione è notevole: “Berl non ha bisogno di pagare una ragazza (per portarsela a letto)”. Naturalmente, ci vanno gratis con un uomo anziano di 75 anni… senza nulla a pretendere, Ghedini dice che il suo cliente ne ha di donne che gli girano intorno, basta che schiocchi le dita, certamente chi può negarlo? Tutte innamorate di lui, attirate sessualmente dal fascino del macho latino… Berlusconi… fosse Fonzie?

martedì, gennaio 27

Villa Sara e la filantropia dei soci CAI







Alla fine del Cinquanta Ponti acquistò a Marino, una prestigiosa dimora seicentesca in rovina: villa Sara. Decise di farne un nido d'amore per lui e la sua compagna. I lavori di restauro gli costarono una fortuna: 50 stanze, foresteria, pinacoteca con la sua collezione di 150 opere di grandi artisti, un casino di caccia, un cinema adattato in quella che era la stalla, una cappella privata, un maneggio, una voliera, una piscina...
La ristrutturò e arredò, bisognò dargli merito di averla recuperata ma a onor del vero non fu un restauro propriamente detto, fu piuttosto un'interpretazione favolesca, certamente eccessiva, pomposa, che seguiva i gusti e i sogni del proprietario.Oggi sarebbe pacchiana ma a quei tempi era ancora sinonimo di finezza. Si guardava ai reali d'Inghilterra, gli industriali, gli imprenditori arricchiti miravano alla visione stereotipata della eleganza nobiliare, anchilosata agli arredi degli avi. Stucchi, dorature, decorazioni, rilievi, tappeti, tessuti damascati, baroccheggiamenti, statue antiche, vasi cinesi, porcellane antiche, un'orgia di argenti, pezzi di antiquariato sparsi ovunque, un'opulenza in ogni angolo, la grande vasca della fontana venne trasformata in piscina, un intervento filologicamente non corretto. Tutto doveva concorrere all'idea che ci si trovasse al cospetto di una piccola Versailles, abitata da un re ed una regina. E infatti fu proprio così. Attori di Holliwood andavano a trovare la principessa del castello e restavano affascinati da tanto sfarzo, che cosa era se non un'americanata? Come ricordava Loren furono gli anni più belli della sua vita. Fu abitata dal 1960 al 1977 anno in cui decisero di trasferirsi negli Stati Uniti, Ponti aveva capito che la finanza gli stava addosso. Nel 79 Ponti fu condannato a quattro anni più 22 miliardi di multa per esportazione di valuta, l'immobile fu sequestrato, molte opere della pinacoteca e gli arredi furono messe all'asta per pagare il fisco. La villa fu lasciata a se stessa, disabitata, senza una sorveglianza decente, perlustrata da numerose visite di ladri, anni di abbandono la riportarono ad una condizione di rovina. Dopo un lungo e penoso iter giudiziario, in cui bisogna contare nel 1983 anche un volontario ritorno in Italia della Loren per scontare due settimane di carcere a Caserta, la villa finalmente ritornò ai proprietari, la loro residenza era in America, una lussuosa villa in California che nel 2006, già trasferiti in Svizzera, fu venduta per 9 milioni di dollari. Nel 2003 La famiglia Ponti ed eredi trovò finalmente un compratore adeguato per villa Sara, l'ambasciatore di San Marino presso l'Egitto e Giordania, Giacomo Maria Ugolini, un intraprendente signore di 80 anni. Si pensò ad una rinascita della villa. L'intenzione dell'ambasciatore era quella di trasformarla nella sede 'prestigiosa' di un non meglio precisato "Libero ateneo internazionale per lo studio del mistero dell'uomo e lo sviluppo della potenzialità umana". Naturalmente non se ne fece niente, la villa passò di mano e andò a finire agli Angelucci, imprenditori nel campo sanitario del gruppo Tosinvest, editore di 'Libero' e de 'Il Riformista', e attualmente nel gruppo CAI. La villa ha il vincolo del Ministero dei Beni Culturali, la sua destinazione d'uso è di residenza privata. Gli Angelucci incominciano i lavori di restauro. Il 23 gennaio 2007 la procura di Velletri sequestra il cantiere, i proprietari avrebbero effettuato lavori abusivi in difformità alla destinazione d'uso. L'intenzione sarebbe stata quella di trasformarla in una clinica privata. Quanti danni e quante manomissioni abbiano provocato su questa sfortunata villa, ora non si sa. Si vociferò che gli Angelucci si erano offerti di comprare lo stabile del Forlanini, in dismissione, e trasferire le attività sanitarie proprio a villa Sara, attualmente la struttura medica del Forlanini ha trovato sede al San Camillo. La sanità nel Lazio è un'attività che segue una via anomala rispetto al resto d'Italia, considerando che il 50% delle strutture sanitarie è in mano ai privati. La villa Sara è ancora in attesa di trovare una sua collocazione, il suo destino era nelle mani degli Angelucci, che come imprenditori sanno attendere il momento propizio per far rendere la proprietà con la minima spesa, come CAI docet.

martedì, novembre 11

Eppure accadde (2)

Verbale della conferenza del Wannsee - 20 gennaio 1942


redatto da Adolf Eichmann seguendo le istruzioni di Reinhard Heydrich


I

Alla riunione sulla soluzione finale della questione ebraica, svoltasi il 20 gennaio 1942 a Berlino, Am Grossen Wannsee nn. 56-58, hanno partecipato:
Gauleiter dottor Meyer e capo dell'Ufficio del Reich dottor Leibbrandt Ministero dei Territori orientali occupati
Segretario di Stato dottor Stuckart Ministero degli Interni
Segretario di Stato Neumann Incaricato del Piano quadriennale
Segretario di Stato dottor Freisler Ministero della Giustizia
Segretario di Stato dottor Bülher Ufficio del governatore generale
Sottosegretario di Stato Luther Ministero degli Affari esteri
Oberführer delle SS Klopfer Cancelleria del partito
Direttore generale di ministero Kritzinger Cancelleria del Reich
Gruppenführer delle SS Hofmann Ufficio centrale per la razza e la colonizzazione
Gruppenführer delle SS Müller e l'Obersturmbannführer delle SS Eichmann Direzione generale per la sicurezza del Reich
Oberführer delle SS dottor Schongarth Alto comandante della Polizia di sicurezza e del SD per il Governatorato generale
e Sturmbannführer delle SS dottor Lange Comandante della Polizia di sicurezza e del SD per il distretto generale Lettonia, in rappresentanza dell'Alto comandante della Polizia di sicurezza e del SD per il Commissariato del Reich Ostland Polizia di sicurezza e SD

II

All'inizio il capo della Polizia di sicurezza e del SD, l'Obergruppenführer della SS Heydrich, ha comunicato di essere stato incaricato dal maresciallo del Reich della preparazione della soluzione finale della questione ebraica in Europa e ha accennato al fatto che la riunione era stata convocata allo scopo di chiarire alcune questioni fondamentali. Il desiderio, espresso dal maresciallo del Reich, di ricevere un piano dei provvedimenti da adottare riguardo all'organizzazione, l'attuazione e i mezzi materiali necessari per dare corso alla soluzione finale della questione ebraica in Europa, presuppone una preventiva concertazione delle questioni che interessano tutte le istanze centrali in vista di una sincronizzazione delle linee di condotta. La responsabilità della direzione della soluzione finale della questione ebraica spetta, senza riguardo a questioni di confini geografici, al Reichsführer della SS e capo della polizia tedesca (capo della Polizia di sicurezza e del SD).

Il capo della Polizia di sicurezza e del SD ha quindi passato rapidamente in rassegna i momenti salienti della battaglia condotta finora contro questo avversario:

a) il respingimento degli ebrei dai singoli territori di insediamento del popolo tedesco;

b) il respingimento degli ebrei dallo spazio vitale del popolo tedesco.

Nel tentativo di pervenire a questi obiettivi, l'unica soluzione possibile provvisoriamente adottata è stata quella di accelerare il ritmo dell'emigrazione degli ebrei dal territorio del Reich, ponendovi mano in maniera pianificata.

Per ordine del maresciallo del Reich, è stato istituito, nel gennaio 1939, un Centro per l'emigrazione degli ebrei del Reich, della cui direzione è stato incaricato il capo della Polizia di sicurezza e del SD. Esso aveva in particolare il compito di:

a) adottare le misure preparatorie necessarie a intensificare l'emigrazione degli ebrei;

b) orientare il flusso di emigrazione;

c) accelerare, caso per caso, l'attuazione dell'emigrazione.

Obiettivo di questi interventi era ripulire in maniera legale lo spazio vitale tedesco dagli ebrei. Tutti gli uffici si rendevano conto degli svantaggi inerenti a questa accelerazione dell'emigrazione. Tuttavia, in mancanza di altre soluzioni possibili, essi hanno dovuto accettarli.

Nel periodo successivo, le varie questioni legate all'emigrazione hanno costituito non solo un problema tedesco, ma anche un problema con cui si sono dovute misurare le autorità dei paesi di immigrazione. Le difficoltà finanziarie, quali l'aumento dei diritti di emigrazione e di sbarco da parte dei diversi governi stranieri, la mancanza di posti sulle navi, le crescenti restrizioni o i blocchi posti all'immigrazione hanno fortemente ostacolato i tentativi di emigrazione. Malgrado queste difficoltà, dalla presa del potere fino al termine fissato del 31 ottobre 1941, sono stati indotti a emigrare complessivamente 537 000 ebrei. Di questi:
dal 30 gennaio 1933 dal vecchio Reich 360.000
dal 15 marzo 1938 dalla Marca orientale 147.000
dal 15 marzo 1939 dal Protettorato di Boemia e Moravia 30. 000

L 'emigrazione è stata finanziata dagli stessi ebrei ossia dalle organizzazioni politiche ebraiche. Per evitare che gli ebrei proletarizzati restassero indietro, si è fatto valere il principio secondo cui gli ebrei abbienti erano tenuti a finanziare l'emigrazione degli ebrei nullatenenti; è stata pertanto istituita, in base a scaglioni di reddito, una tassa di trasferimento o emigrazione, utilizzata per coprire i costi dell'emigrazione degli ebrei nullatenenti. Oltre al gettito in Reichsmark, si è reso necessario il reperimento di divise per i diritti di emigrazione e di sbarco. Per tutelare le riserve valutarie tedesche, le organizzazioni ebraiche tedesche hanno pregato le banche ebraiche straniere di recuperare le relative somme in valuta. Grazie alle donazioni degli ebrei stranieri è stata messa a disposizione, entro il 30 ottobre 1941, una somma complessiva di 9.500.000 dollari.

In considerazione dei pericoli rappresentati dall'emigrazione in tempo di guerra e delle possibilità offerte dall'Est, il Reichsführer e capo della Polizia tedesca ha, nel frattempo, vietato l'emigrazione degli ebrei.


III

All'emigrazione è ormai subentrata, quale ulteriore possibilità di soluzione, secondo quanto preventivamente approvato dal Führer, l'evacuazione degli ebrei verso Est.

Sebbene queste operazioni rappresentino soltanto una scappatoia, tuttavia, a questo riguardo, vengono fatte, sin da ora, esperienze pratiche della massima importanza ai fini della futura soluzione finale della questione ebraica.

Nel quadro della soluzione finale della questione ebraica in Europa, il numero degli ebrei interessati ammonta a 11 milioni di persone, così ripartite tra i singoli paesi:
Paese Numero
A) Vecchio Reich 131.800
Marca orientale 43.700
Territori orientali 420.000
Governatorato generale 2.284.000
Bialystok 400.000
Protettorato di Boemia e Moravia 74.200
Estonia libera da ebrei
Lettonia 3.500
Lituania 34.000
Belgio 43.000
Danimarca 5.600
Francia - Territorio occupato 165.000
Francia - Territorio non occupato 700.000
Grecia 69.600
Paesi Bassi 160.800
Norvegia 1.300
Ucraina 2.994.684
Russia bianca esclusa Bialystok 446.484
B) Bulgaria 48.000
Inghilterra 330.000
Finlandia 2.300
Irlanda 4.000
Italia inclusa Sardegna 58.000
Albania 200
Croazia 40.000
Portogallo 3.000
Romania inclusa Bessarabia 342.000
Svezia 8.000
Svizzera 18.000
Serbia 10.000
Slovacchia 88.000
Spagna 6.000
Turchia (parte europea) 55.500
Ungheria 742.800
URSS 5.000.000
Ucraina 2.994.684
Bielorussia esclusa Bialystok 446.484
Totale oltre 11.000.000

Le cifre relative agli ebrei dei diversi paesi stranieri comprendono però solo gli ebrei praticanti, dal momento che in essi mancano ancora in parte classificazioni degli ebrei secondo criteri razziali. Tenuto conto dell'atteggiamento e delle generali concezioni vigenti nei singoli paesi, il trattamento del problema incontrerà alcune difficoltà, in particolare in Ungheria e in Romania. In Romania, per esempio, gli ebrei possono a tutt'oggi procurarsi, in cambio di denaro, documenti che attestino la loro appartenenza a una nazionalità straniera.

L'influsso degli ebrei in tutti i territori dell'Urss è noto. Nel territorio europeo vivono circa 5 milioni di ebrei, nell'area asiatica appena 250 000.

La ripartizione professionale degli ebrei residenti nel territorio europeo dell'Urss era la seguente: settore agricolo 9,1% lavoratori urbani 14,8% commercio 20,0% impiegati statali 23,4% libere professioni (medicina, stampa, teatro, ecc.) 32,7%

Ora, nel quadro della soluzione finale della questione ebraica e sotto la necessaria guida, gli ebrei devono essere utilizzati all'Est nei compiti lavorativi giudicati più opportuni. Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per riduzione naturale.

Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo, e si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda l'esperienza storica).

Nel quadro dell'attuazione pratica della soluzione finale, l'Europa verrà setacciata da ovest a est. II territorio del Reich, incluso il Protettorato di Boemia e Moravia, dovrà essere ripulito per primo, non foss'altro che per ragioni di carattere abitativo e altre necessità socio-politiche.

Gli ebrei evacuati verranno dapprima portati, senza esitare, in cosiddetti ghetti di transito e di lì trasportati più a Est.

La premessa più importante ai fini dell'evacuazione, ha poi spiegato l'Obergruppenführer della SS Heydrich, è l'esatta determinazione della cerchia di persone interessate dal provvedimento.

È previsto che gli ebrei al di sopra dei 65 anni non verranno evacuati, bensì internati in un ghetto per anziani - si è pensato a Theresienstadt.

Oltre a queste classi di età - dei circa 280 000 ebrei che al 3 I ottobre 1941 si trovavano nel vecchio Reich e nella Marca orientale il 30 per cento circa ha superato i 65 anni -, nel ghetto ebraico per anziani verranno accolti anche i grandi invalidi di guerra e gli ebrei decorati in guerra (croce di ferro di I' classe). Tale opportuna soluzione consente di eliminare in un sol colpo i molti interventi in favore degli ebrei. L 'inizio delle singole grandi operazioni di evacuazione dipenderà in ampia misura dagli sviluppi militari. Riguardo al trattamento della soluzione finale nei territori europei da noi occupati o sotto nostra influenza, è stato proposto che gli addetti alla questione del ministero degli Affari esteri si consultino con il funzionario incaricato della Direzione generale per la sicurezza del Reich.

In Slovacchia e in Croazia la faccenda non presenta più grandi difficoltà, dal momento che le principali questioni di fondo sono già state avviate a una soluzione. Anche in Romania il governo ha, nel frattempo, attivato un responsabile della questione ebraica. Per risolvere la questione in Ungheria, è necessario imporre entro breve al governo ungherese un consulente di questioni ebraiche.

Per quanto riguarda l'avvio dei preparativi per risolvere il problema in Italia, l'Obergruppenführer della SS Heydrich ritiene opportuno mettersi in contatto, a questo proposito, con il capo della Polizia.

Nella Francia occupata e non occupata la schedatura degli ebrei destinati alla deporta zio ne procederà molto probabilmente senza grossi problemi.

Il sottosegretario di Stato Luther ha comunicato, a questo proposito, che in alcuni paesi, per esempio negli stati nordici, sorgeranno difficoltà quando si tratterà di affrontare il problema in termini più radicali, ragion per cui è consigliabile tralasciare per il momento quei paesi. Tenuto conto dello scarso numero di ebrei in tali paesi, ciò non rappresenta comunque una grave limitazione. In compenso il ministero degli Affari esteri non vede grandi difficoltà per quanto riguarda l'Europa sudorientale e occidentale.

Il Gruppenführer della SS Hofmann prevede di mandare in Ungheria, per un orientamento generale, un addetto dell'Ufficio centrale per la razza e la colonizzazione, quando il capo della Polizia di sicurezza e del SD porrà mano alla faccenda in quel paese. È stato stabilito che per il momento questo addetto dell'Ufficio centrale per la razza e la colonizzazione, che non dovrà svolgere un ruolo attivo, verrà ufficialmente distaccato come aiuto dell'attaché di polizia.


IV

Le leggi di Norimberga dovranno sostanzialmente costituire la base del piano di soluzione finale. Necessaria premessa per una sistemazione definitiva del problema è che venga risolta anche la questione dei matrimoni misti e dei meticci.

Il Capo della polizia di sicurezza e del SD, in riferimento a una lettera del Capo della Cancelleria del Reich, espone intanto in via teorica i punti che seguono:


1) Trattamento dei meticci di primo grado

Per quanto riguarda la soluzione finale della questione ebraica, i meticci di primo grado sono equiparati agli ebrei.
Da questo trattamento sono esclusi:

a) i meticci di primo grado coniugati con persone di sangue tedesco, dal cui matrimonio siano nati figli (meticci di secondo grado). Questi meticci di secondo grado sono sostanzialmente da equiparare ai tedeschi.

b) i meticci di primo grado per i quali le massime autorità del partito e dello stato abbiano finora autorizzato una qualche eccezione in determinati settori.
Ogni caso dovrà essere esaminato singolarmente, e non si esclude che questa volta la decisione sia sfavorevole al meticcio.

Eventuali eccezioni dovranno essere sempre concesse per meriti sostanziali del meticcio stesso. (Non meriti del genitore o del coniuge di sangue tedesco).

Il meticcio di primo grado escluso dall’evacuazione sarà sterilizzato, onde evitare qualsiasi discendenza ed eliminare definitivamente il problema dei meticci. La sterilizzazione sarà effettuata volontariamente. Essa costituisce tuttavia la condizione necessaria per poter restare nel Reich. Il "meticcio" sterilizzato sarà quindi liberato da tutte le restrizioni cui era sottoposto in precedenza.

2) Trattamento dei meticci di secondo grado.

I meticci di secondo grado vengono fondamentalmente accorpati alle persone di sangue tedesco, ad eccezione dei seguenti casi, in cui i meticci di secondo grado verranno equiparati agli ebrei:

a) meticcio di secondo grado nato da un matrimonio bastardo (entrambi i coniugi meticci).

b) Aspetto razziale esteriore particolarmente sfavorevole del meticcio di secondo grado, che lo fa assomigliare a un ebreo.

c) Giudizi particolarmente negativi da parte delle autorità politiche o di polizia del meticcio di secondo grado, da cui emerge che egli si sente ebreo e si comporta come tale.

In questi casi non vanno fatte eccezioni, neppure se il meticcio di secondo grado è sposato con una persona di sangue tedesco.


3) Matrimoni tra ebrei puri e persone di sangue tedesco.

Bisogna decidere, caso per caso, se evacuare il coniuge ebreo o internarlo in un ghetto per anziani, tenendo conto delle ripercussioni che un simile provvedimento ha sui parenti tedeschi dei coniugi in questione.

4) Matrimoni tra meticci di primo grado e persone di sangue tedesco.

a) Senza figli.

Se dal matrimonio non sono nati figli, il meticcio di primo grado viene evacuato ossia internato in un ghetto per anziani. (Stesso trattamento che nel caso dei matrimoni tra ebrei puri e persone di sangue tedesco, punto 3).

b) Con figli.

Se dal matrimonio sono nati dei figli (meticci di secondo grado), costoro, qualora vengano equiparati agli ebrei, saranno evacuati insieme al meticcio di primo grado, ossia internati in un ghetto per anziani. Nel caso in cui i figli vengano equiparati ai tedeschi (caso normale), essi vanno esonerati dall'evacuazione e con loro anche il meticcio di primo grado.

5) Matrimoni tra meticci di primo grado e meticci di primo grado o ebrei.

Per quel che riguarda questi matrimoni (compresi i figli) tutte le parti saranno trattate alla stregua di ebrei e pertanto evacuate ossia internate in un ghetto per anziani.

6) Matrimoni tra meticci di primo grado e meticci di secondo grado.

Entrambi i coniugi, senza riguardo al fatto che abbiano figli o no, saranno evacuati ossia internati in un ghetto per anziani, dal momento che gli eventuali figli generalmente presentano, sotto il profilo razziale, una percentuale di sangue ebraico superiore a quella dei meticci ebrei di secondo grado.

Il Gruppenführer della SS Hofmann è dell ' opinione che si debba far ampio ricorso alla sterilizzazione, tanto più che il meticcio, posto di fronte alla scelta se essere evacuato o sterilizzato, preferirà sottoporsi alla sterilizzazione.

Il segretario di Stato dottor Stuckart constata che l'attuazione pratica delle soluzioni possibili sopra elencate, atte a risolvere definitivamente il problema dei matrimoni misti e dei meticci, comporta un onere amministrativo infinito. D'altra parte, per tenere comunque conto anche della realtà biologica, il segretario di Stato dottor Stuckart ha proposto di passare alla sterilizzazione obbligatoria.

Per semplificare il problema dei matrimoni misti, bisognerebbe inoltre riflettere sulla possibilità che al legislatore sia permesso di sentenziare: "Questi matrimoni sono sciolti".

Riguardo alla questione delle ripercussioni dell'evacuazione degli ebrei sulla vita economica, il segretario di Stato Neumann ha spiegato che gli ebrei attualmente impiegati nelle industrie strategiche non dovrebbero essere evacuati fino a quando non si siano trovati dei sostituti.

L'Obergruppenführer della SS Heydrich ha sottolineato che questi ebrei, in base alle direttive da lui approvate in vista dello svolgimento delle operazioni di evacuazione attualmente in corso, non sarebbero stati comunque evacuati.

Il segretario di Stato dottor Bühler ha osservato che il governatore generale sarebbe lieto se la soluzione finale di questa questione cominciasse dal Governatorato generale, poiché li il problema dei trasporti non ha un grande peso e l'operazione non sarebbe ostacolata da ragioni legate all'impiego di manodopera. Gli ebrei andavano allontanati quanto prima dal territorio del Governatorato generale, perché proprio li l'ebreo rappresentava, come veicolo di epidemie, un pericolo eccezionale e, d'altra parte, col perdurare del mercato nero, sovvertiva costantemente la struttura economica del paese. Inoltre, la maggioranza dei 2,5 milioni di ebrei interessati era inabile al lavoro.

Il segretario di Stato Bühler ha inoltre osservato che, nel Governatorato generale, la direzione centrale della soluzione della questione ebraica spettava al capo della Polizia di sicurezza e del SD e che le autorità del Governatorato generale lo avrebbero sostenuto nel suo lavoro. L 'unica preghiera che egli rivolgeva era che in quel territorio la questione ebraica fosse risolta quanto prima.

In conclusione sono state discusse le diverse soluzioni possibili; sia il Gauleiter dottor Meyer sia il segretario di Stato dottor Bühler sono del parere di eseguire in prima persona determinati lavori preparatori alla soluzione finale, relativi ai rispettivi ambiti, evitando però di allarmare la popolazione.

La seduta si è conclusa con la preghiera rivolta ai partecipanti alla riunione dal capo della Polizia di sicurezza e del SD di garantirgli l'appoggio necessario ai fini della realizzazione dei piani di soluzione.

lunedì, novembre 10

Eppure accadde

Dichiarazione sulla razza
Votata dal Gran Consiglio del Fascismo il 6 Ottobre 1938

Il Gran Consiglio del Fascismo, in seguito alla conquista dell'Impero, dichiara l'attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale. Ricorda che il Fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un'attività positiva, diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili, da incroci e imbastardimenti. Il problema ebraico non è che l'aspetto metropolitano di un problema di carattere generale.

Il Gran Consiglio del Fascismo stabilisce:

  1. il divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita, semita e altre razze non ariane;
  2. il divieto per i dipendenti dello Stato e da Enti pubblici - personale civile e militare - di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza;
  3. il matrimonio di italiani e italiane con stranieri, anche di razze ariane, dovrà avere il preventivo consenso del Ministero dell'Interno;
  4. dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza nei territori dell'Impero.

EBREI ED EBRAISMO

Il Gran Consiglio del Fascismo ricorda che l'ebraismo mondiale - specie dopo l'abolizione della massoneria - è stato l'animatore dell'antifascismo in tutti i campi e che l'ebraismo estero o italiano fuoruscito è stato in taluni periodi culminanti, come nel 1924-25 e durante la guerra etiopica, unanimemente ostile al Fascismo. L'immigrazione di elementi stranieri accentuatasi fortemente dal 1933 in poi, ha peggiorato lo stato d'animo degli ebrei italiani nei confronti del Regime, non accettato sinceramente, poiché antitetico a quella che è la psicologia, la politica e l'internazionalismo d'Israele. Tutte le forze antifasciste fanno capo ad elementi ebrei; l'ebraismo mondiale è in Spagna dalla parte dei bolscevichi di Barcellona.

IL DIVIETO D'ENTRATA E L'ESPULSIONE DEGLI EBREI STRANIERI

Il Gran Consiglio del Fascismo ritiene che la legge concernente il divieto d'ingresso nel Regno degli ebrei stranieri non poteva più essere ritardata e che l'espulsione degli indesiderabili, secondo il termine messo in voga e applicato dalle grandi democrazie, è indispensabile. Il Gran Consiglio del Fascismo decide che oltre ai casi singolarmente controversi che saranno sottoposti all'esame dell'apposita commissione del Ministero dell'Interno, non sia applicata l'espulsione nei riguardi degli ebrei stranieri i quali:

  1. abbiano un'età superiore agli anni 65;
  2. abbiamo contratto un matrimonio misto italiano prima del 1° ottobre XVI.

EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA

Il Gran Consiglio del Fascismo, circa l'appartenenza o meno alla razza ebraica, stabilisce quanto segue:

  1. è di razza ebraica colui che nasce da genitori entrambi ebrei;
  2. è considerato di razza ebraica colui che nasce da padre ebreo e da madre di nazionalità straniera;
  3. è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da un matrimonio misto, professa la religione ebraica;
  4. non è considerato di razza ebraica colui che è nato da un matrimonio misto, qualora professi altra religione all'infuori della ebraica, alla data del 1° ottobre XVI.

DISCRIMINAZIONE FRA GLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA

Nessuna discriminazione sarà applicata, escluso in ogni caso l'insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, nei confronti di ebrei di cittadinanza italiana, quando non abbiano per altri motivi demeritato, i quali appartengono a:

  1. famiglie di Caduti nelle quattro guerre sostenute dall'Italia in questo secolo; libica, mondiale, etiopica, spagnola;
  2. famiglie dei volontari di guerra nelle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola;
  3. famiglie di combattenti delle guerre libica, mondiale, etiopica, spagnola, insigniti della croce al merito di guerra;
  4. famiglie dei Caduti per la Causa fascista;
  5. famiglie dei mutilati, invalidi, feriti della Causa fascista;
  6. famiglie di Fascisti iscritti al Partito negli anni 1919, 1920, 1921, 1922 e nel secondo semestre del 1924 e famiglie di legionari fiumani.
  7. famiglie aventi eccezionali benemerenze che saranno accertate da apposita commissione.

GLI ALTRI EBREI

I cittadini italiani di razza ebraica, non appartenenti alle suddette categorie, nell'attesa di una nuova legge concernente l'acquisto della cittadinanza italiana, non potranno:

  1. essere iscritti al Partito Nazionale Fascista;
  2. essere possessori o dirigenti di aziende di qualsiasi natura che impieghino cento o più persone;
  3. essere possessori di oltre cinquanta ettari di terreno;
  4. prestare servizio militare in pace e in guerra.

L'esercizio delle professioni sarà oggetto di ulteriori provvedimenti.

Il Gran Consiglio del Fascismo decide inoltre:

  1. che agli ebrei allontanati dagli impieghi pubblici sia riconosciuto il normale diritto di pensione;
  2. che ogni forma di pressione sugli ebrei, per ottenere abiure, sia rigorosamente repressa;
  3. che nulla si innovi per quanto riguarda il libero esercizio del culto e l'attività delle comunità ebraiche secondo le leggi vigenti;
  4. che, insieme alle scuole elementari, si consenta l'istituzione di scuole medie per ebrei.

IMMIGRAZIONE DI EBREI IN ETIOPIA

Il Gran Consiglio del Fascismo non esclude la possibilità di concedere, anche per deviare la immigrazione ebraica dalla Palestina, una controllata immigrazione di ebrei europei in qualche zona dell'Etiopia. Questa eventuale e le altre condizioni fatte agli ebrei, potranno essere annullate o aggravate a seconda dell'atteggiamento che l'ebraismo assumerà nei riguardi dell'Italia fascista.

CATTEDRE DI RAZZISMO

Il Gran Consiglio del Fascismo prende atto con soddisfazione che il Ministro dell'Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno.

ALLE CAMICIE NERE

Il Gran Consiglio del Fascismo, mentre nota che il complesso dei problemi razziali ha suscitato un interesse eccezionale nel popolo italiano, annuncia ai Fascisti che le direttive del Partito in materia sono da considerarsi fondamentali e impegnative per tutti e che alle direttive del Gran Consiglio devono ispirarsi le leggi che saranno sollecitamente preparate dai singoli Ministri.


domenica, settembre 21

Carfagna soffre di anoressia?

È troppo semplice, oggi come oggi, parlare male della C. sarebbe come sparare alla Croce Rossa. Ma il motivo non è dovuto all'ultimo d.d.l. uscito dagli uffici del Ministro delle Pari Opportunità. Alcuni hanno fatto battute becere e meschine: ha imparato dal suo protettore, annientare la concorrenza. Nulla di più falso. Non è affatto vero che questa legge sia scaturita dalla mente della C. Sono le menti del grande ed unico decisionista, che hanno sfornato questa leggina, un po' per accontentare la Chiesa alleata, un po' per far vedere che c'è un problema sicurezza e che loro stanno facendo qualcosa; poi si sono chiesti chi ministero potesse beneficiare del lancio del d.d.l. Naturalmente sarebbe stato logico il Ministero della Difesa o quello dell'Interno, dato che è un problema di sicurezza interna; inoltre come esporre il Ministro della Giustizia ad una contraddizione? prima dice che le carceri sono piene e poi farebbe una legge che mette dentro chiunque si fermi a parlare con una mignotta? ( mezzo parlamento in galera?); non era utile allo scopo. Chi aveva maggior bisogno di rispondere alle malelingue? Lei. Così le hanno ricacciato fuori il rospo e le hanno fatto mettere in bocca parole di morigerata donna di chiesa, infarcisce ogni suo discorso con quel: "io sono una donna cattolica", che spesso non c'entra niente con l'argomento trattato. Un giornalista le domanda "sa cucinare?" e lei risponde preparata: "Sì so cucinare, sono cattolica", "sa nuotare?": "Sì, sono una cattolica".
Il problema invece è un altro ed ha proprio a che fare con la Croce Rossa. Non riesco a capire come mai nessuno si accorga che questa donna ha un serio problema di salute. Qualsiasi medico saprebbe identificare in lei uno stato di denutrizione. La C. soffre palesemente di anoressia. Il suo fisico è al limite, la sua voce è un sottile fiato misurato sulle flebili forze. La C. sino a prima di entrare in politica era una bella ragazza rigogliosa e florida; dopo non si è capito bene cosa sia successo. Invece di aggiungere chiletti, come nel normale evolversi del fisico, è accaduto il contrario. Si è scarnificata, gli occhi sono usciti dalle orbite, il corpo è diventato una cruccia per abiti. Grave gravissimo. Perché nessuno interviene? perché? Andiamo oltre le beghe politiche, oltre la miseria della faziosità, questo è un caso umano. Non so se c'è bisogno di uno psicologo, di uno psicanalista, di un nutrizionista, di un dietista... l'importante è intervenire al più presto.
Non sto facendo della bieca ironia. Per dimostrare che sono in buona fede non espongo neanche un'immagine della C. nelle sue condizioni attuali, un atto di sincera sensibilità. Infatti le foto risalgono a qualche tempo fa, colta in alcune tra le più intense espressioni, naturalmente in quella centrale lo sguardo è più intelligente.

sabato, giugno 14

Due matrimoni

Due giovani di Viterbo, cattolici praticanti, avrebbero voluto coronare il loro amore con un matrimonio in Chiesa.
Ma la Curia, a voce di monsignor Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo, ha ritenuto il loro amore non degno di essere benedetto ed ha vietato la cerimonia. Il motivo: il ragazzo ha subìto, da poco più di tre mesi, un grave incidente che lo ha reso paraplegico; ciò impedisce, almeno momentaneamente si spera, la possibilità di procreare. Poiché scopo del matrimonio cattolico è mettere al mondo figli, non sussistono le condizioni per acconsentire al rito religioso.
Che tristezza, il matrimonio cattolico ridotto a volgare presentazione di certificati andro-ginecologici. I due giovani si sono comunque sposati con rito civile, in ospedale, con la calorosa vicinanza di amici parenti degenti e personale della struttura sanitaria. Un sacerdote, amico di famiglia, ha benedetto la loro unione a titolo personale, con la speranza che non cada su di lui un anatema.
I più sentiti auguri a questa splendida coppia novelli sposi.


Due persone note, 26 anni lei, 58 lui, hanno avuto il permesso di sposarsi con rito cattolico, in una importante Chiesa di Roma, Santo Spirito in Sassia, vicino al Vaticano; la cerimonia viene celebrata dal cardinale Paul Poupard. Molti gli invitati nel mondo dello spettacolo, della politica e dello sport . Non si sa se tra i partecipanti ci sarà anche tal Sottile, al quale la pia vergine sposa, tempo fa, concesse assistenza come badante a titolo gratuito, con servizio a domicilio. Non da meno il virgulto sposo che organizza annualmente colonie estive, spesate da lui, per esseri derelitti, di cui molti invitati e qualcuno anche testimone, per bontà d'animo.
A cavallo del matrimonio, tre ricevimenti esclusivi per una tre giorni di festa. Per la Chiesa esistevano le condizioni per un matrimonio cattolico, in quanto i due non erano già sposati. Non entra in merito la conduzione libertina di vita dei due ‘giovani’ promessi sposini, poco rispettosa dei precetti del Vangelo e delle regole del Catechismo. Poiché la Chiesa accoglie nel suo seno le pecorelle smarrite, portatrice della carità cristiana, allarga le braccia cardinalizie, a mani aperte per ricevere, supponiamo, laudatissima lautissima prebenda. A questo punto non c’è dubbio che i due siano veramente degni della Chiesa attuale.

Noi siamo troppo cristiani per comprendere questa Chiesa.

martedì, maggio 20

Il male atavico della specie umana



L'assassinio di Lorena cos'ha di diverso dall'usanza in alcuni paesi islamici (e asiatici) di lapidare le donne, ree di ledere l'onore degli uomini? Nulla. La mente tribale di questi tre giovani derelitti, e certamente non solo loro (Lorena è stata uccisa dal suo stesso branco) appartiene ad una cultura fossile, sacche di degrado nella civilizzata Italia. In molti Stati di questo nostro povero mondo la pratica è consentita col mutuo assenso delle amministrazioni locali, cosa c'è da meravigliarsi? Noa, uccisa il 7 Aprile 2007 è una delle migliaia di vittime che ogni hanno subiscono la ignobile pratica della lapidazione. All'atto criminale partecipano, capita spesso, anche parenti prossimi. Il video ci dà un lungo elenco delle donne massacrate, e noi restiamo allibiti di quanto comune e continua sia questa pratica.
Perché Noa, rispetto a tutte le altre? Perché uno dei suoi assassini ha fatto qualcosa di "nuovo", ha filmato con un video-fonino la scena della "Passione" di Noa. Un mezzo tecnologico moderno per riprendere un orrore che si perde nella notte dei tempi. Nell'epoca della globalizzazione, in cui anche le bestie possono godere dei moderni mezzi della società civilizzata, un essere atavico filma compiaciuto la prova dell'assassinio al quale partecipa con i simili del suo branco. La Comunità internazionale ha aperto gli occhi, ma la strada è lunga e difficile. Questo filmato (non quello di apertura del Post) è stato messo su youtube da soli tre giorni, è più crudo di quello della CNN di qualche mese fa, e forse non starà a lungo, perché è sconvolgente. Non so se è il caso divulgarlo ai due o tre amici passanti di qua, posso solo avvertire che se basta la parola, allora è meglio non guardarlo. Io guardandolo non ho pensato alla fortuna che abbiamo noi di vivere in un paese con i valori cristiani (quanti li praticano realmente?), la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: così hanno massacrato Lorena.

p.s. il filmato è stato tolto poco dopo la pubbl. del Post

venerdì, maggio 9

La distruzione legale di Roma


Dopo la puntata di Report del 4 maggio 2008, "I re di Roma", sulla cementificazione selvaggia della città ad opera dei costruttori privati, assecondati dal Comune, l'ex assessore all'urbanistica della giunta Veltroni, Morrasut, ora onorevole, sentitosi messo in causa, adirà a vie legali contro la trasmissione (becchini e avvocati, due lavori per i quali non mancheranno mai clienti). Questa sarà una battaglia legale di non poco conto. Metterà in chiaro non tanto le responsabilità, ma la legalità di certi atti pubblici del Comune. Report e la Gabanelli sono coperti dai legali della Rai, mentre i giornalisti che fanno i servizi freelance, firmano un contratto in cui si assumono le responsabilità di quello che viene mandato in onda, e non ricevono assistenza legale dalla Rai. Non so se questo servizio appartenga a giornalisti interni Rai o sia di giornalisti freelance, spero solo che non accada un altro caso Barnard. Anche perché se oltre a Morassut, si impunteranno i costruttori, che di soldi per portare avanti le cause ne hanno in quantità illimitata, un comune mortale giornalista, lasciato solo, cosa potrà fare, al cospetto dei 'magnifici' re-sponsabili del secondo sacco di Roma legalizzato?

venerdì, aprile 25

SE


E se...

mercoledì, marzo 12

Censura 'legale'

Questa lettera è stata scritta da un ex collaboratore di 'Report', pubblicata sul sito Disinformazione. Chiede che sia divulgata. Fino a prova contraria leggere non è reato, a noi non ci costa niente; forse in futuro ci sarà anche il divieto di opinione o divieto di valutazione, per permettere a qualcuno di fare i fatti propri senza essere disturbato.

Censura ‘legale’
Paolo Barnard – 11 febbraio 2008

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell'informazione di cui non si parla mai. E' la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell'appoggio dell'indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l'opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti 'fuori dal coro'.
Si tratta, in sintesi, dell'abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste 'scomode'. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d'informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un'inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma"). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie") e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

L'inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

All'atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*

*( la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell'editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l'accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giustificabile l'operato della RAI in questi casi).

Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l'impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un'inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

Ma al peggio non c'è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E' un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: "La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell'eventuale accoglimento della domanda posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima".(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell'incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI , e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all'evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che "la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio... è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso... Finirà tutto in nulla."(7)

Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell'atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell'atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All'epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un'inchiesta da me firmata sull'emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l'unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste 'coraggiose'. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.

Così la mia voce d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli 'editti bulgari', i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.
Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.

Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l'energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E' assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d'allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.

Grazie di avermi letto.
Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it

Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: "...alle nostre spalle non c'è un'azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell'Università di Roma La Sapienza , difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l'Illustrissimo Tribunale adìto voglia:...porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria...".
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI : "Lei in qualità di avente diritto... esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria".
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: "la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005...". (si veda nota 4)

Questa è l'intervista video su Arcoiris.tv. Quasi un'ora in cui Barnard non solo chiarisce i punti della sua denuncia ma parla del grave malessere dell'informazione, che di fatto in Italia non esiste.