Esistono verità nascoste che gli uomini non sanno che farne.
A cosa serve sapere che esistono altre vite nell'Universo?
A cosa serve sapere che la vita sulla Terra è nata dal caso?
A cosa serve sapere che la morte è la fine di tutto e che non c'è un aldilà e un dio che ci attende?
A cosa serve sapere che l'istinto dell'uomo, e il perseguire della storia dell'umanità, è combattere
la morte con l'intento ultimo di vincerla per sempre? con buona pace delle delizie dell'harem di Allah.
A cosa serve sapere che il nostro universo è solo uno degli infiniti universi che si ripetono in frattali irregolari
dall'infinitamente grande all'infinitesimamente piccolo?
A cosa serve sapere che alcuni politici di lungo corso si sono sempre interessati ai beni personali più che a
quelli pubblici? Lo si sapeva prima e lo si sa ora, e nonostante ciò gli elettori continueranno a votarli,
grande è l'ottusità umana.
A cosa serve sapere che l'amore non è un misterioso sentimento spontaneo, ma si regola, come tutto, sul dare e avere?
A cosa serve sapere più del necessario? gli animali nascono e muoiono, come gli uomini, e non
sanno che farsene delle verità, tanto la vita non cambia per nessuno e neanche la morte; gli uomini,
tengono queste verità nascoste, che sono già svelate dentro di noi, preferendo far finta di non sapere, come animali,
perchè tanto non serve...
domenica, giugno 3
martedì, maggio 15
To Rome with pajata
Già dalle prime battute del film romano di Allen, si può notare un certo
pressapochismo di sceneggiatura . La
studiosa dell'arte americana di NY che non sa leggere la cartina della
città per trovare la fontana di Trevi, cambiare mestiere? Ha bisogno, l'analfabeta , di una persona locale, che le indichi la strada, a Roma,
sulla mappa, manco fosse la casba tunisina scritta in arabo antico. E
questo romano dice, per coincidenza, che va sempre a New York per
lavoro; domanda chiamata: che lavoro fai? risposta ovvia. Uno che si
muove tra Roma e NY per lavoro, che può fare naturalmente, il manager?
l' interprete, l'architetto, l' artista, lo stagista, chimico, fisico,
pubblicista, cuoco? No, fa l'avvocato, una delle professioni più
radicate nel territorio nazionale, dopo il politico e il papa. Altro
festival delle coincidenze, un famoso architetto americano gira per
Trastevere in una passeggiata della memoria, quando incrocia uno
studente di architettura che lo riconosce, e che senza una ragione gli
spiattela in che via abita, guarda caso la stessa in cui il famoso
architetto aveva vissuto da giovane; per precisione, però, c'è da dire che una ragione c'è e si svelerà storia facendo. Luoghi comuni su Roma fermi agli anni 50 e un Woody
Allen che recita in fase di digestione pajata.
lunedì, maggio 14
Parole a caso, senza fine...
Il titolo dei giornali segnala subito il ritrovamento di una scatola con altri resti. Giallo mistero in una nuvola di cronaca, non è che le spoglie di De Pedis, avessero inaugurato una cripta secolare, per qualcuno bisognava pur far posto... La scelta della Chiesa, di inumare il corpo, come tradizione per i nobili cattolici vicini alla Chiesa, era stata agevolata dal "De"? Pedis però, non è un casato. Con i soldini il clero fa diventare santi i diavoli e diavoli gli angeli. Amen.
La Repubblica, continua il compito sociale che si è proposta, divulgando tutte le intercettazioni dell' Olgettinagate. Ciò che stupisce è l'assoluta assuefazione dell'opinione pubblica, favorita solo in parte dall'inesistenza dell'informazione nelle testate giornalistiche televisive generaliste. Vent'anni di berlusputtanesimo hanno ben inciso nella società italiana...
Mi piace immaginare coloro che ancora occupano le Camere, come degli zombi; sono morti e non lo sanno. Nel frattempo pensano come se il posto, debbano tenerselo vita natural durante, quasi fosse un'eredità di diritto, acquisita dalla Prima Repubblica.
Una casa automobilistica europea, senza fare nomi, forse francofila, ha messo in vendita una macchinetta elettrica per la città, ad un prezzo invitante. Peccato che ci sia un ma. Ma... ma... ma... la batteria è in affitto, una cosa come 50 euro al mese? non so precisamente ma mettiamo pure 50, sarebbero 600 euro all'anno!?! Anche se la macchinetta non ha, come sembra, l'obbligo di bollo, è come se ci fosse. Si può fare di meglio.
La Repubblica, continua il compito sociale che si è proposta, divulgando tutte le intercettazioni dell' Olgettinagate. Ciò che stupisce è l'assoluta assuefazione dell'opinione pubblica, favorita solo in parte dall'inesistenza dell'informazione nelle testate giornalistiche televisive generaliste. Vent'anni di berlusputtanesimo hanno ben inciso nella società italiana...
Mi piace immaginare coloro che ancora occupano le Camere, come degli zombi; sono morti e non lo sanno. Nel frattempo pensano come se il posto, debbano tenerselo vita natural durante, quasi fosse un'eredità di diritto, acquisita dalla Prima Repubblica.
Una casa automobilistica europea, senza fare nomi, forse francofila, ha messo in vendita una macchinetta elettrica per la città, ad un prezzo invitante. Peccato che ci sia un ma. Ma... ma... ma... la batteria è in affitto, una cosa come 50 euro al mese? non so precisamente ma mettiamo pure 50, sarebbero 600 euro all'anno!?! Anche se la macchinetta non ha, come sembra, l'obbligo di bollo, è come se ci fosse. Si può fare di meglio.
giovedì, dicembre 29
Circus Roma - grande ritorno di Carlo Verdone al suoi miglior cinema di sempre
A differenza dei due film omonimi, quello americano e il più recente bosniaco Cirkus Columbia, dove il circo è solo nel titolo,
in questo film il circo si vede, eccome...
Finalmente Verdone si discosta dal solito ruolo di borghese romano depresso, declinato in tutte le sue varianti,
che con tutta sincerità ci aveva già da tempo triturato e consumato les balls.
Un ritorno al passato? Non proprio, se nei film come viaggi di nozze, i trasformismi istrionici,
erano a servizio dei singoli personaggi, in questo film sono tutti per un solo personaggio,
che si camuffa per necessità, una macchietta consapevole.
La storia prende spunto da un vero fatto di cronaca, accaduto pochi anni fa:
un impresario di un piccolo circo locale, oberato dai debiti, non potendo più sostenere le spese, liberò gli animali esotici nella periferia sud di Roma.
Andre Vitale, il proprietario di un piccolo e sgangherato circo locale, cerca di portare avanti, con mille difficoltà, l' antica e gloriosa tradizione di famiglia. Tra animali reali e animali di varia umanità, si snoda una vicenda tra il divertente e il malinconico; il vecchio zio clown che un tempo remoto formava duetto di fama mondiale con il padre di Vitale, i fratelli vitali, , sembra la maschera triste di Buster Keaton."Io dopo lo spettacolo comico de mi' zio me devo pija' un antidepressivo";
nani e ballerine avanti negli anni che vengono sostituite ma non licenziate con delle ex partecipanti al GF in rovina; gli abitanti del circo hanno una vita esterna, un loro doppio, che sebbene Verdone abbozzi soltanto, ci fa intuire i diversi impatti di ciascuno in una metropoli caotica e la sua periferia.
Vitale si rende conto di non riuscire a sostenere i debiti e cerca di salvare il salvabile.
Per non farsi confiscare gli animali, il piccolo zoo è il principale bene di sostentamento del circo, decide di nasconderli da amici e parenti, distribuendoli tra la periferia e la (ex) gloriosa Campagna romana, un arguto modo per visionare e registrare le trasformazioni subite nell' Agro romano. Vitale decide che i pavoni della povera zia Clara, piuttosto che finire arrosto per gli strozzini, si mettano in libertà. Lo zio si ricorda di un luogo idilliaco nel profondo selvaggio del paesaggio romano; ma arrivati a destinazione ci trovano enormi comprensori edilizi, circondati da terra arida. "Anche qua, zio, se so' allargati" "Peccato, mi sembra ieri che ce venivo a prendere le cicorie co' tu padre e nonna" "Nonna?" "Nonna mia" "Ahhh!" "E allora, ce resta solo una cosa... " "No... dichi, zi' ?!?" I pavoni della povera zia Clara finiscono a spiedino in una grande tavolata tra circensi. L'elefantessa Nonna Sabella con oltre cento anni di età, viene messa a pascolare con le bufale: "Siamo sicuri che non vengono a fare ispezioni?" "Te l'ho detto- dice l'allevatore- qua non viene nessuno. Hanno paura delle scorie radioattive... a proposito ecchite le mozzarelle che ti avevo promesso" ; lo scimpanzé conte Oliver, che a dire di Vitale è il fratello giovane di Cita, trova un improbabili alloggio; il coccodrillo Mississipi viene messo in una marana: "È il suo ambiente naturale", dice il proprietario, "E se qualcuno si fa un bagno?" "Ma chi? In questa fogna?! e anche se fosse, prima che er coccodrillo lo mozzica, quello già more avvelenato" "Allora anche Mississipi..." "Noo, lui trattene er respiro..."
Il circo diventa un'isola protetta in una città incomprensibile e aggressiva, il capovolgimento dell' osservatore. È un pretesto per guardare la società romana, da un punto di vista distaccato. Le persone del circo sono i veri spettatori del mondo che li circonda.
Bella la scena a Roma quando Verdone-Vitale seduto ad un tavolino con la compagna, osserva con una lunga e ampia carrellata le scene di varia umanità che lo circondano, comprensive dei loro colori e rumori: "Sarà... a me questa sembra tutta una finzione, il mondo reale io lo trovo dentro il circo".
Vitale diventa il mattatore della storia, il circo vero lo fa fuori e dentro il tendone (giallorosso per un ovvio motivo), con i suoi trasformismi, quando per sfuggire ai creditori, si traveste nei più svariati personaggi dell' arte circense. Una volta è il forzuto, una volta il domatore che per non svelarsi agli ufficiali giudiziari è costretto ad entrare nella gabbia delle tigri, poi il trapezista con gli esiti che si possono immaginare. E infine il clown con lo zio, quasi a riformare l'antica coppia, una finzione costretta che avrà un esito non previsto. Vitale scopre di fare ridere il pubblico dei bambini, distratti finalmente dalle loro nintendo, giunti con una scolaresca in un ultimo spettacolo gratuito organizzato dalla sua compagna, una insegnate elementare totalmente estranea al mondo del circo. "Zio, ma stanno ridendo?" "E certo, i bambini ridono, con quella faccia da bamboccione che ti ritrovi!". Forse il circo fallirà ma le risate di quei bambini lo allieteranno per una speranza di un futuro migliore.
Con qualche delicato e centrato omaggio al grande cinema di genere, da Chapline a Fellini , sincero e spontaneo, un eccellente Verdone, che oltre a far riflettere fa anche sorridere con piacere emotivo, degno della migliore commedia dei maestri Monicelli e Risi, da non perdere .
mercoledì, dicembre 7
Quartier lointain


segue comment
Meglio non vederli certi film? perché sono fatti con tale eleganza,
tale delicatezza che restano a lievitare per giorni nel nostro animo, producendo un vago
senso di malinconia. La trama è semplice quanto abusata, un uomo, di 50 anni,
si vede catapultato nell'età dell'adolescenza, per rivivere il tempo che fu, ma con
la consapevolezza di un adulto che sa quello che accadrà. Così ritrova i suoi compagni
di scuola, gli insegnati,anche loro più giovani del suo presente futuro, su tutti ritrova
la giovane madre, venuta a mancare troppo presto, e un padre che, a tempo debito,
avrebbe abbandonato la famiglia, senza un apparente motivo, per non tornare mai più.
Il film è tratto da un manga giapponese, molto noto, ed è riproposto in terra di Francia,
mantenendo inalterati i sentimenti, per certi aspetti divers, tra le due culture.
L'opportunità che è data al protagonista è quella di capire perché il padre li abbandonò.
Una spiegazione che si svelerà nel corso della storia, o forse, secondo la spiritualità
orientale, da sottintendere più che comprendere.
Struggenti i continui abbracci che il ragazzo (memore del futuro) riserva alla madre,
sorpresa e sorridente di tali slanci d'affetto, non consoni ad un adolescente.
Da vedere, senza dubbio.
martedì, dicembre 6
martedì, novembre 29
Fiorello il placebo della tv italiana
... e Fiorellino l'anestetico.
Se Fiorello è moderno... questa è fantascienza...
Se Fiorello è moderno... questa è fantascienza...
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