venerdì, marzo 25
mercoledì, marzo 23
Sindaco di Roma
Da yesman professionista, Bertolaso, aveva tanto soddisfatto quello che resta di un ex premier, da essere proposto come ministro dei LLPP. Ciò non accadde, per il bene dell'Italia. Un'opportunità per riesumarlo è stata la candidatura a sindaco di Roma, "per il bene di Roma".
Accompagnare l'utile al dilettevole, l'utile sarebbe quello di rimpinguare le tasche dei furbetti dei quartierini, il dilettevole sarebbero i servizi che questi ultimi offrono, con i finanziamenti per le commesse a loro destinati. Allora i Romani vogliono case? E Bertolaso gliele fa avere, con un ennesimo sacco di Roma Capitale. Giù colate di cemento, come accadde a L'Aquila, con la scusa che è necessario. I Romani vogliono la città pulita? Allora via all'appalto a chi offre più puttane.
A questo punto ben venga una Raggi, che se sbaglia glielo puoi anche rinfacciare. Invece a Bertolaso che gli dici? Che lo sapevi? allora perché lo hai votato?
La Meloni, lasciamo stare, come dice donna Almirante, è anch'ella una yeswoman di Berlusconi, e si è proposta solo per salvare un po' la faccia dal suo elettorato, che la stava incominciando a schifare. Ma non dimentichiamo che lei aveva detto sì alla proposta di Bertolaso. Non è da dimenticare, Lei direbbe sì a tutto quello che proponessero a Bertolaso. Come personalità è sottoposta a Berlusconi e un sindaco di Roma succube di un potere economico, qual'è il tycoon auto-prestatosi alla politica, è decisamente ripetitivo e letale per questa città.
Accompagnare l'utile al dilettevole, l'utile sarebbe quello di rimpinguare le tasche dei furbetti dei quartierini, il dilettevole sarebbero i servizi che questi ultimi offrono, con i finanziamenti per le commesse a loro destinati. Allora i Romani vogliono case? E Bertolaso gliele fa avere, con un ennesimo sacco di Roma Capitale. Giù colate di cemento, come accadde a L'Aquila, con la scusa che è necessario. I Romani vogliono la città pulita? Allora via all'appalto a chi offre più puttane.
A questo punto ben venga una Raggi, che se sbaglia glielo puoi anche rinfacciare. Invece a Bertolaso che gli dici? Che lo sapevi? allora perché lo hai votato?
La Meloni, lasciamo stare, come dice donna Almirante, è anch'ella una yeswoman di Berlusconi, e si è proposta solo per salvare un po' la faccia dal suo elettorato, che la stava incominciando a schifare. Ma non dimentichiamo che lei aveva detto sì alla proposta di Bertolaso. Non è da dimenticare, Lei direbbe sì a tutto quello che proponessero a Bertolaso. Come personalità è sottoposta a Berlusconi e un sindaco di Roma succube di un potere economico, qual'è il tycoon auto-prestatosi alla politica, è decisamente ripetitivo e letale per questa città.
terrorismo internazionale
Il terrorismo internazionale era una chimera; accadeva rare volte, alle Olimpiadi, sugli aerei, sulle navi; ad opera di falangi vaganti, ognuna con un proprio ideale pseudo-politico, erano imprevedibili, si facevano ostaggi e si chiedevano scambi di prigionieri, tutto circoscritto.
Quello che assistiamo, che ha inizio con il crollo delle torri gemelle, non si può controllare. Non ci vuole niente ad andare in giro per una metropoli affollata e farsi esplodere con 10 chili di tritolo, chiunque può farlo. Allora non è tanto scoprire dove e quando decidono di fare un attentato, perchè la risposta è ovunque ed in ogni momento. Come si procurano le armi, da dove proviene il materiale esplosivo? I confini delle nazioni devono essere blindati sugli arsenali, non sulle persone, come ci vogliono far credere alcuni ridicoli politici. Gli attentati in Europa sono fatti da cittadini europei, il male è dentro.
Come si genera il terrorismo? Dagli estremismi. Da dove nascono gli estremismi? Dagli integralismi, sia religiosi che nazionalistici. Ciò significa che nel mondo vi sono degli individui che sono ancora più Salvini di Salvini. La nostra fortuna è che Salvini non evolve, perché pensa principalmente al proprio tornaconto, fosse stato un idealista di principio, avrebbe dato origine a bande di pazzoidi, come fece il fascismo e il nazismo. Dunque non è sempre un male che un politico faccia politica solo per difendere il proprio orticello di privilegi. Teniamoci caro il nostro Salvini, poteva capitarci di peggio; non lamentiamoci quando gridacchia alla paura per l'uomo nero, non gliene fotte un catzo, lo fa solo per acchiappare qualche votarello, per conservare la carica e lo stipendio. Altrimenti, se avesse prodotto con i fatti l'enfasi che mette a parole, avrebbe già donato lo stipendio ai diseredati e imbarcato per le Crociate...
Quello che assistiamo, che ha inizio con il crollo delle torri gemelle, non si può controllare. Non ci vuole niente ad andare in giro per una metropoli affollata e farsi esplodere con 10 chili di tritolo, chiunque può farlo. Allora non è tanto scoprire dove e quando decidono di fare un attentato, perchè la risposta è ovunque ed in ogni momento. Come si procurano le armi, da dove proviene il materiale esplosivo? I confini delle nazioni devono essere blindati sugli arsenali, non sulle persone, come ci vogliono far credere alcuni ridicoli politici. Gli attentati in Europa sono fatti da cittadini europei, il male è dentro.
Come si genera il terrorismo? Dagli estremismi. Da dove nascono gli estremismi? Dagli integralismi, sia religiosi che nazionalistici. Ciò significa che nel mondo vi sono degli individui che sono ancora più Salvini di Salvini. La nostra fortuna è che Salvini non evolve, perché pensa principalmente al proprio tornaconto, fosse stato un idealista di principio, avrebbe dato origine a bande di pazzoidi, come fece il fascismo e il nazismo. Dunque non è sempre un male che un politico faccia politica solo per difendere il proprio orticello di privilegi. Teniamoci caro il nostro Salvini, poteva capitarci di peggio; non lamentiamoci quando gridacchia alla paura per l'uomo nero, non gliene fotte un catzo, lo fa solo per acchiappare qualche votarello, per conservare la carica e lo stipendio. Altrimenti, se avesse prodotto con i fatti l'enfasi che mette a parole, avrebbe già donato lo stipendio ai diseredati e imbarcato per le Crociate...
sabato, marzo 5
windows 10 , in cui il 10 sta per 10 passi indietro
Pieno di bugs, si inceppa come nella preistoria degli OS, operazione nostalgia?
Inoltre, il suo browser di accompagnamento, Edge, nuovo di pacca, è una delle più grandi ciofeche del web. Tra tutti i browser presenti nel sistema, Firefox, Opera, Chrome, Safari...ed anche Explorer, voglio essere di manica larga... l'unico ad avere aperto le porte a adf.ly è lui, il suo successore, Edge, la punta dell'evoluzione dei browser della Microsoft, ingestibile perchè con importanti impostazioni bloccate.
Complimenti...
Inoltre, il suo browser di accompagnamento, Edge, nuovo di pacca, è una delle più grandi ciofeche del web. Tra tutti i browser presenti nel sistema, Firefox, Opera, Chrome, Safari...ed anche Explorer, voglio essere di manica larga... l'unico ad avere aperto le porte a adf.ly è lui, il suo successore, Edge, la punta dell'evoluzione dei browser della Microsoft, ingestibile perchè con importanti impostazioni bloccate.
Complimenti...
domenica, febbraio 14
Moulin de la Galette
È molto interessante la storia di questo antico mulino, sopra Montmartre. La scritta dell'insegna sta a significare proprio quello che era diventato. Nel XIX sec infatti, l'area ed i locali di pertinenza erano stati riattati a luogo di ballo e di ristoro.
Avendo riscosso un discreto successo da parte della crema della società parigina, l'idea del mulino come simbolo visivo di attività di intrattenimento verrà ripresa dai proprietari del più famoso Moulin Rouge, appositamento costruito, fittizio, nel quartiere centrale di Pigalle.
Vi sono molte immagini che raffigurano il Moulin de la Galette, da dipinti a foto, da addizionare sino ad i giorni nostri. Ognuna di queste è una documentazione visiva di trasformazione. Storicamnete l'ingresso era orientato posteriormente i due mulini. In tempo contemporaneo, a vagheggiarne l'esistenza, c'è la presenza di un piccolo ristorante moderno davanti il mulino più piccolo. L'altro mulino, dov'era l'antico ingresso, è all'interno di una proprietà privata, occupata da palazzi residenziali, costruiti tra i due mulini. In origine il Moulin de la Galette era un rustico ritrovo per villani, da considerarsi fuori la città. Poi, con la Belle Epoque divenne un sofisticato caffè all'aperto, frequentato da artisti, dame e signori della meglio società. Non si può dire di quale tappa di trasformazione del Moulin de la Galette si possa avere nostalgia, perché segna sempre la nostalgia di un momento precedente. Si passa dall'esordio con le gallette di produzione del mulino offerte con un bicchiere di latte al contadino della festa, all'assenzio commerciale di fine secolo XIX per il bohémien.
Avendo riscosso un discreto successo da parte della crema della società parigina, l'idea del mulino come simbolo visivo di attività di intrattenimento verrà ripresa dai proprietari del più famoso Moulin Rouge, appositamento costruito, fittizio, nel quartiere centrale di Pigalle.
Vi sono molte immagini che raffigurano il Moulin de la Galette, da dipinti a foto, da addizionare sino ad i giorni nostri. Ognuna di queste è una documentazione visiva di trasformazione. Storicamnete l'ingresso era orientato posteriormente i due mulini. In tempo contemporaneo, a vagheggiarne l'esistenza, c'è la presenza di un piccolo ristorante moderno davanti il mulino più piccolo. L'altro mulino, dov'era l'antico ingresso, è all'interno di una proprietà privata, occupata da palazzi residenziali, costruiti tra i due mulini. In origine il Moulin de la Galette era un rustico ritrovo per villani, da considerarsi fuori la città. Poi, con la Belle Epoque divenne un sofisticato caffè all'aperto, frequentato da artisti, dame e signori della meglio società. Non si può dire di quale tappa di trasformazione del Moulin de la Galette si possa avere nostalgia, perché segna sempre la nostalgia di un momento precedente. Si passa dall'esordio con le gallette di produzione del mulino offerte con un bicchiere di latte al contadino della festa, all'assenzio commerciale di fine secolo XIX per il bohémien.
domenica, febbraio 7
Nella pila del a
In adempienza ad una opaca decisione, presa senza alcuna riserva per gli esiti incerti, si catapultarono sulla strada polverosa, in un'alba gelida e nebbiosa. Da un lato e l'altro campi, e più lontano isolati casolari con qualche rado albero in adorno.
"Cazzo, Berto, che ci coltivano in questo fango? "
"Patate!"
"Solo?"
-Patate, patate...
I tre si tiravano i baveri e le maniche per il freddo, si incassavano la testa nel cappotto.
"Che strada di merda"
-Qui ci passano solo vacche.
-E si vede...
Un rumore che ronzava già nell'aria ora si palesava nella figura di un trattore che proveniva dalla parte opposta.
"Se dice qualcosa, zitti, parlo io." I due annuirono. Al passaggio del trattore, si misero al margine, uno dietro l'altro. Il rustico se li scrutò con un'espressione quasi allarmata. Non era rassicurante vedersi spuntare tra la nebbia nella fioca luce del mattino tre individui a piedi, vestiti in modo insolito, su un tratturo nel bel mezzo del nulla.
Stava lì lì per dire qualcosa, ma per non svegliare azioni imprevedibile, preferì tacere e tirare avanti.
"Che dite? Stiamo facendo bene?" Gli altri due non risposero. "Ooh?!"
"E non lo so!" , fece Berto un po' stizzito, "Ne abbiamo parlato, facciamolo e basta, ormai..."
"Ormai? Che significa, ormai? Allora non sei convinto?" Silenzio "Ooh, non sei convinto?"
"Non lo so, ti ho detto, che vuoi?"
"E tu, Nico?"
Nico scosse la testa.
Saverio fece un profondo respiro e scosse anche lui la testa, sconfortato, e incominciò a bassa voce un rosario di bestemmie.
cont.
"Cazzo, Berto, che ci coltivano in questo fango? "
"Patate!"
"Solo?"
-Patate, patate...
I tre si tiravano i baveri e le maniche per il freddo, si incassavano la testa nel cappotto.
"Che strada di merda"
-Qui ci passano solo vacche.
-E si vede...
Un rumore che ronzava già nell'aria ora si palesava nella figura di un trattore che proveniva dalla parte opposta.
"Se dice qualcosa, zitti, parlo io." I due annuirono. Al passaggio del trattore, si misero al margine, uno dietro l'altro. Il rustico se li scrutò con un'espressione quasi allarmata. Non era rassicurante vedersi spuntare tra la nebbia nella fioca luce del mattino tre individui a piedi, vestiti in modo insolito, su un tratturo nel bel mezzo del nulla.
Stava lì lì per dire qualcosa, ma per non svegliare azioni imprevedibile, preferì tacere e tirare avanti.
"Che dite? Stiamo facendo bene?" Gli altri due non risposero. "Ooh?!"
"E non lo so!" , fece Berto un po' stizzito, "Ne abbiamo parlato, facciamolo e basta, ormai..."
"Ormai? Che significa, ormai? Allora non sei convinto?" Silenzio "Ooh, non sei convinto?"
"Non lo so, ti ho detto, che vuoi?"
"E tu, Nico?"
Nico scosse la testa.
Saverio fece un profondo respiro e scosse anche lui la testa, sconfortato, e incominciò a bassa voce un rosario di bestemmie.
cont.
martedì, febbraio 2
Le barzellette Berlusconi VS Buccirosso
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