martedì, luglio 12

mah!

私は残っている少しで何が表示されます

mercoledì, luglio 6

giovedì, maggio 5

Pubblicità politica



Cosa ha sostituito alla propaganda politica, la pubblicità politica?
il berlusconismo.

sabato, aprile 9

Tempi vecchi vizi d'oggi

Tratto da "I bambini ci guardano" 1944.
Una spietata caricatura di Vittorio De Sica su certa alta borghesia priva di morale, superficiale, classista, viziosa e viziata. Praticamente come oggi.
Il gagà, per abbordare la signora sposata con figlio: "A Roma ho un attico a Monte Parioli di un divertente..."



curiosità
Il film è una denuncia severa sull'abbandono del tetto coniugale. Proprio in quel periodo Vittorio De Sica stava lasciando la prima moglie, per mettersi con la Mercader.
Ernesto Calindri fa il personaggio Claudio, lo snob col cagnolino; nelle scene successive, la sua parte viene presa da un altro attore, forse per motivi che possono essere compresi, in quel periodo di guerra.
L'attrice che fa la parte della governante, era nella vita reale la madre dell'attore principale. Quest'ultimo Emilio Cigoli è stato un importante doppiatore, è la voce di Clark Gable in "Via col vento" .
La scelta dei nomi non è casuale, il figlio della Dada si chiama Ulrico, di origine germanica, il film è girato nel 1942; il ragazzino viene descritto da De Sica in brevi e chiari tratti, che fanno capire quanto il bimbetto fosse già degno di cotanta mamma: foto rovinata con linguaccia, molestia alle bambine sotto la doccia e infine ubbidiente alla mammina per allontanare il piccolo Pricò e lasciare campo libero all'abbordaggio del bavoso gagà pariolino.
Del 1965 è un film inglese girato in Italia, Accadde un'estate, con protagonista Rossano Brazzi, che si impronta sulla stessa accusa verso gli adulti nel decidere sulle passioni senza dare peso ai sentimenti dei figli; nella storia fanno ostruzione e protesta attiva (tra loro Olivia Hussey, la Maria del Gesù di Zeffirelli). Questo film però è molto più bigotto del film di De Sica, alla fine i due amanti si devono sorbire il pistolotto anatemico di un prete esagitato.

mercoledì, marzo 23

Musiche d'autore



Riz Ortolani ci ha lasciato delle musiche struggenti, ricordiamo anche il tema de "Il sorpasso". Qui è per lo sceneggiato "Ritratto di donna velata", con Daria Nicolodi, madre di Asia Argento.

lunedì, marzo 21

infinito è nulla

I due specchi l'uno di fronte all'altro, si riflettono all'infinito. Si chiedeva cosa accade quando questi vengono fatti combaciare. Non avrebbe trovato la spiegazione senza correggere l'osservazione iniziale. Non sono i due specchi a riflettersi all'infinito, bensì lo spazio tra essi. Il significato ora si palesava più chiaramente, se la distanza si riduce a zero anche l'infinito si comprime sino ad annullarsi, significa il nulla. L'infinito e il nulla sono concetti ambivalenti, facenti parte della stessa fonte di realtà. Il concetto di infinito non può esistere senza il concetto di nulla, al quale per certo senso si contrappone, ma non si contrappone; ognuno è parte integrante dell'altro, potenzialmente insito nell'altro, ma mai insieme nello stesso momento, eppure insieme. Se esiste un momento di discontinuità tra questi due concetti assoluti, esso è il punto critico. Nell'infinito è il nulla, comprimendo l'infinto a zero ritroviamo il nulla in tutta la sua prerogativa. Esiste anche il finito, ma niente è veramente finito, solo per noi è visibile come finito, nella dimensione in cui siamo, nei limiti dei nostri confini. Al di fuori di essi tutto ci appare infinito, e noi stessi siamo parte di quell'infinito, al di fuori dei nostri confini. Ribadendo, in ogni zero assoluto, o Nulla, è insito l'infinito compresso; così l'infinito può uscire fuori solo dal Nulla.

sabato, marzo 19

Ville vesuviane 121 meno 1

Crollo villa Lauro Lancellotti


segue descrizione
Da <"La provincia di Napoli"
La costruzione dell'edificio ebbe inizio nel 1776 ad opera dell'architetto Pompeo Sciantarelli.
La facciata è caratterizzata dall'uso di un bugnato rustico nella zona basamentale che corre lungo il perimetro del corpo di fabbrica, caratterizzando in modo più evidente la zona centrale ed anche le soluzioni angolari. L'edificio è costituito da un piano terra, un piano ammezzato ed il piano nobile.
La facciata risulta tripartita verticalmente: nelle due zone laterali si alternano aperture ora sormontate da timpani triangolari, ora circolari e nella zona centrale, a sua volta suddivisa in tre parti, domina, nella parte bassa, un portale girato a tutto sesto fiancheggiato da due grossi medaglioni raffiguranti due puttini, che montano altrettanti delfini.
Al piano nobile la composizione diventa anche più leggera, sia per l'uso del bugnato liscio, sia per le aperture arretrate rispetto al filo esterno della facciata. Altrettano interessante si presenta la facciata posteriore soprattutto per la presenza, al centro del terrazzo del piano nobile, di un padiglione ornato di colonne ioniche reggenti timpani triangolari.