sabato, gennaio 24

un secolo di storia

Il Cinquanta  è stato  stato il decennio dell'inizio della modernità, il Sessanta il culmine della creatività, il Settanta è il decennio che ha vissuto di rendita ed ha goduto dei frutti di quellla modernità, gli anni Ottanta è stato il decennio della Restaurazione del potere, i Novanta della caduta delle barriere, il Duemila il decennio dell'uscite delle belve dalle barriere , il Ventennio...

sabato, gennaio 10

L'assiduità del male

Tu sai che sulla strada isolata che taglia la foresta, in una notte di mezza luna, a piedi, può sbucare qualsiasi creatura. Il buio genera mostri.
cont.

lunedì, dicembre 22

La pubblicità del Martin... pescatore

C'è un tizio vestito di bianco con un cappello panama; è
seduto al tavolino di un bar nel centro della capitale.
Di lì a poco scopriamo che è un deficiente.
Si dirige verso un edificio, chiaramente sbronzo;
Sulla copertura si posiziona
alla base del traliccio di una insegna di un noto aperitivo.
Tra pericolosi passi alla moonwalcker, in bilico nel vuoto,
 e gesti da shiamano sotto l'effetto della coca, il deficiente riesce a condizionare
i passanti. Scatta una frenesia generale che porta la gente a correre senza meta e 
a copulare per strada. La commessa del bar, si toglie il grembiule e
fugge dall'ottimo posto di lavoro in zona Montecitorio. La poverina, in stato confusionale,
si ritrova davanti una stazione metropolitana. Raccatta da terra una valigia sospetta,
senza pensare che possa trattarsi di qualche ordigno per un attentato. Corre ai treni e
prende al volo un eurostar freccia d'argento, senza biglietto.
Raggiunge un posto, non sa dove è diretta, non ha documenti,
non ha più lavoro,  lì a poco il controllore passerà e le eleverà
una multa salatissima.
E lei ride...

domenica, dicembre 21

Al Sud con la Lega ma anche no

Dopo decenni  di "porci meridionali", "sporchi terrun" , "andate a lavura' "... la Lega scopre il Sud come terra di conquista dei voti necessari per far salire il partito nella quotazione nazionale.
Però Salvini ci tiene a precisare: "Ma il nostro dna non cambia!"
E che significa? Nel paese dei balocchi si chiama "Stare con due piedi in una scarpa".
Purtroppo, anche al Sud Italia, qualche votarello lo prenderà, perché la massa, come sempre, ragiona con la pancia. Al Salvini nord grida porci meridionali e al sud grida porci africani.
A noi piacerà ricordare quel gran tocco di figo, che è il Salvini apparso nella copertina di Oggi.
I politici spesso sono dei gran megalomani.
Dài Salvini, c'è Razzi che ti aspetta all'isola dei Famosi...

domenica, dicembre 14

invece dal Papa...

... mentre per il Papa, Renzi non considera ben accette la Madia e la Boschi. Per lui altri due damigelli ad hoc, i cattolicissimi Gentiloni e Del Rio, patentati sposati con prole d'assalto (Del Rio 9). Un valletto per ogni occasione...

giovedì, novembre 27

Ecco a che servono...


...questa sarebbe l'emancipazione femminile?
Due ministri della Repubblica ridotte a fare le damigelle di corte, di contorno grazioso, presenze compiacenti a latere di  un maschio alfa straniero piacione (e mandrillone), mentre il maschio alfa (?)  indigeno  si relaziona con lui.

mercoledì, novembre 12

Molestia New York vs gelato di Madia

La ragazza, in aderente maglietta e leggins, tutta tette e culo, a passeggio per New York per 10 ore avrebbe subito 100 molestie sessuali.
Erano esclamazioni, come sarebbero accadute a Roma, città cafonissima quando vuole, o in un'altra metropoli occidentale, sebbene non so se a Stoccolma... Nessuno però le ha messo le mani addosso e questo è già segno di civiltà.
Dipende dai caratteri, un uomo è un uomo; se compare dinanzi una bonazza, almeno sgrana gli occhi. Non fosse così, la specie umana sulla Terra si sarebbe già estinta da tempo.
Ricordo una volta in una piscina di uno stabilimento balneare, adolescenti io ed un mio amico, un primo pomeriggio deserto, ci passa di corsa una bella ragazza bionda, appena uscita dall'acqua e infreddolita, in bikini, con un paio di tettone sconvolgenti, una quinta, balzollanti in modo imbarazzante. Il mio amico, persona educata, non riesce a trattenere un' osservazione, a bassa voce, ma certamente sentito dal soggetto in esame: "Che latteria!"
Io lo redarguisco, però capisco che c'è un limite alla regola del political correct.
E veniamo al gelato della Madìa, Signorini si è scusato, dopo essere stato cazziato da Silvio Berlusconi (da chi viene la predica?!) altrimenti non lo avrebbe fatto. Chiuso l'incidente.
Però, il "Ci sa fare con il gelato!" è una vera e propria molestia sessuale.
Signorini doveva capire, superando il limite di servo del padrone, che la Madìa mangiava il cono in quel modo perché, semplicemente... era in auto. Chiunque lo avrebbe fatto, anche maschi, per non far colare il gelato, sui vestiti o sulla tappezzeria o sul cruscotto o sul tappettino. Non poteva fare altro che degustare il cono, a tenuta stagna.
Invece... il gelato no ed il calippo sì? Questa la giustificazione dei giornalisti del gruppo privato, a fare quadrato.
Il calippo della Pascale era simbolicamente un cazzo (diciamolo chiaramente e non prendiamoci in giro), perché  faceva coreografia alla canzone del "Cafone", dal titolo: Te piace 'o calippo!?, tutta in allusione sessuale.
Che si faccia una fantasia vedendo una donna leccare un gelato è lecito, la fantasia è il motore dell'erotismo ma che lo si dirami e pubblichi in un giornale a tiratura nazionale non è da uomini seri, è dacchecca, nel senso deleterio della parola, non omosessuale, ma isterico femminuccia invidioso pettegolo.
Anche Leopardi si lasciò andare a pensieri zozzi, quando frequentava Napoli.
Seduto ai tavolini delle rinomate gelaterie in via Toledo, goloso di gelati, si dilettava a osservare e fantasticare sulle avvenenti ed eleganti fanciulle della Napoli bene, che sorbettavano, leccavano, succhiavano avidamente il cucchiaino e le gocce di gelato colavano ai lati delle labbra. E lui immaginava che al posto del gelato ci potesse essere qualcos'altro e al posto di quella densa crema anche... Lo raccontava in una lettera privata ad un amico, non è che lo gridava col megafono a tutta l'Italia.
E poi a Napoli il frutto dell'albero di fico si chiama fica... ci sarà un perché.
Ma Signorini, che vada da Fabio Fazio che ha ritagliato uno spazio per lui in gran fretta per ordine dei dipendenti dell'ex premier, e chieda pubblicamente scusa, sempre per ordine del suo padrone, dopo che aveva detto di non doversi scusare con nessuno, spalleggiato da Feltri, Sallusti ed altri colleghi di lavoro privato, non basta. Anche lui deve leccare un gelato, di quelli al cioccolato dal gusto un po' salato, di pupesca memoria, e dire "anch'io ci so fare col gelato". Allora ci crediamo che sia pentito.