mercoledì, agosto 17

Taxi Driver e Signor Rossi

C'è qualcosa che accomuna i due temi... i motivi principali si differenziano per i tempi.

giovedì, agosto 11

le stagioni

Non è che ci vuole tanto a capirlo che le stagioni sono scarrellate di almeno 20 giorni all'indietro, e tali resteranno, dato che nulla è fisso. Luglio ha preso il posto di agosto e la fine di agosto è settembre inoltrato.

martedì, agosto 2

Silke 5

Central Park Reservoir
continua... dopo chissà forse quando... più avanti a breve più o meno

lunedì, agosto 1

Silke 4

"Vai tu ad aprire. Silke, vai?"
La guardava con la coda degli occhi per assicurarsi che andasse alla porta.
Era una visita inaspettata, almeno per Silke.
Alcuni secondi di silenzio che servirono a Silke per inquadrarlo nell'attesa di una parola, che non arrivò.
"Adalbert..."
"Ciao, Silke"
Era ben vestito, con un sorriso quasi eccitato e con un sospetto mazzetto di viole.
"Beh...?"
"Ecco... ehm..."
"Uh, guarda chi c'è? Che bella sorpresa, Adalbert... ma entra ... "
"Buongiorno signora Rose, sì grazie"
"E questi fiori, non saranno mica per me?"
"Ah, sì, cioè, no, ecco. Silke, sono per te"
"Per me? Ma... non è il mio compleanno"
"No, no, così, un pensierino..."
"E dài Silke, ringrazia. Adalbert è  così gentile."
"Grazie, comunque non era necessario"
"Accomodati. Vieni, qui, in poltrona, mentre io vado a preparare del tè. O vuoi qualcos'altro?
-No, il tè va bene, grazie signora Rose.
Silke si sedette sul bracciolo del divano.
Lo fissava con un pensiero per la testa.
"Allora, Albert, a che dobbiamo questa visita?"
"Oh, allora... vedi... io... noi. Io sono disposto... ecco volevo fartelo sapere"
"Cosa?"
"Cioè, cosa?! Tu... come mi ha detto tua..."

"Adalbert, Adalbert, vuoi dei biscotti?"
"Come no, signora Rose!"
Con l'ingresso repentino della madre, Silke non ebbe più dubbi.
"Adalbert, come sei elegante!"
"Grazie, signora Rose"
"Lavori sempre alle poste?
"Sì, mi occupo della spedizione dei pacchi"
"Ah, un lavoro fisso, bravo! Sei un bel giovanotto, chissà quante ragazze ti verranno appresso.
-Insomma.. eh eh"
"Fai il modesto?  È vero! Vero Silke?
"Che, mamma?
-Vero che Adalbert è un buon partito?
-Se lo dici tu... Adalbert perché sei qui?
-Silke! Un po' di garbo..."
"No, signora Rose. Silke deve avere la mia risposta. la mia risposta è sì!
"Sì cosa?
-Sì, sono disposto a fidanzarmi con te, mi fa piacere..."
"Ah... vedi Adalbert, anch'io sarei stata disposta a fidanzarmi con te. Il fatto è che  non si può essere fidanzati con due persone. "
-Vorresti dire che tu...
-...che io sono già fidanzata!
-Oh... non sapevo. tua madre mi aveva detto..."
-Ehm, bene Adalbert... bene bene. Non vogliamo trattenerti. Il tè sarà per un'altra volta, vieni ti accompagno alla porta"
Accomiatato Adalbert: "Che fantasia ti sei inventata? Io ti cerco un potenziale marito, Silke! resterai zitella, il tempo non ti aspetta"
"Mamma, alla mia vita, ormai, ci penso da me. Sto bene così, per ora... E non mi fare più tranelli, che tanto finiscono male"

venerdì, luglio 29

Onori a Nino D'Angelo


Devo ammettere che all'epoca del caschetto biondo, consideravo Nino D'Angelo un fenomeno di sottocultura di Napoli. Allora non immaginavo che D'Angelo sarebbe riuscito a rigenerarsi offrendo una interpretazione del tutto personale, una fusione di ritmi moderni e popolari nel solco della tradizione canora napoletana. Lo stesso artista è consapevole di questa evoluzione, un salto di cultura che iniziò con la perdita del caschetto. Ora è ritornato ad essere direttore artistico del Trianon, e questo è un bene perché D'Angelo ha maturato delle qualità, anche attoriali, che lo hanno portato ad interpretare Vivaldi con grande originalità.
Un merito a Nino D'Angelo va per non avere mai tradito le radici della napoletanità artistica, non ha mai cambiato abito, come invece ha fatto D'Alessio che è passato dal napoletano all'italiano baglionesco.
Il cantante col labbro tremulo e l'intonazione da "Vesuviano", è  un ricordo di costume. I film dalla trama improbabile recitati con i piedi, ora fanno sorridere. D'Angelo è sempre stato leale con se stesso ed il suo pubblico. Diceva che non era un attore, ma solo un cantante e autore e raramente si impegnava ad interpretare il repertorio classico, perché non si riteneva all'altezza, ma anche perchè in fondo non era questo il suo target caschetto. Era l'idolo delle ragazzine, piaceva così con quelle canzoni di amori adolescenziali strappati. Così anche i film agli occhi delle fans, diventavano credibili. La trama tipica, un ragazzo innamorato di una minorenne e contraccambiato, ma usato come toyboy, lui, da donne in carriera ricchissime e bonissime. Stiamo in un film di pura fantasia: un fuscello senza un muscolo, mingherlino, dal viso butterato, porta in subbuglio gli ormoni di eleganti signore borghesi.
Ma a me piace ricordarlo così, primo ballerino, in incognito, del teatro Bolshoi:

giovedì, luglio 21

Stelle

Ebbene sì, ancora guardo le stelle e immagino vite oltre la nostra, lì in qualche angoletto tra quelle luci a centinaia di migliaia di anni luci dalla Terra.