sabato, maggio 4

Vedere le Madonne!


Penso che sia giunto il tempo di cambiare il vetro... o no?!

Piazza della Chiesa Nuova

Giochino.
Dove si trova la pianta di fico?

























risposta... e no, sforzate ancora un po' il cervello...
fatto? il centro esatto della foto... ammazza che sottigliezza...

venerdì, maggio 3

Banda Kock Letteratura dall'inferno



Dalla sede della polizia delle SS in via Tasso, la scritta incisa sul muro di un'angusta cella,  di Arrigo Paladini, una lettera di commiato  ai suoi cari e "a tutti gli Italiani l'esempio", prima di andare a morte per non venir meno agli ideali di libertà, in difesa della Patria.

La poesiola che segue invece è frutto della mente di una segretaria, Marcella,  della rinomata macelleria fascista della banda Kock ("qualcosa di buono il fascismo l'ha fatto", silvioberlusconi  dixit) che aveva luogo nella famigerata pensione Jaccarino, in via Romagna n° 38. Elenca tutti i componenti della squadra di aguzzini, con esaltato entusiasmo. Il fascismo portò l'oblio in molte anime e fece uscire la bestialità nuda e cruda dei volenterosi carnefici di MUSSOLINI.

Tutti quei che a Roma stanno,
per la Patria con gran danno,
a tramare contro il Duce
che il fascismo ognor conduce,
han da far con una banda
PIETRO KOCK la comanda.
Ei prepara astuto un piano,
e gli dà TELA una mano.
Della cosa è interessato
pure TRINCA l'avvocato.-Quando alfin lor cade in mano,-comunista o partigiano,-mentre vien interrogato-l'infelice disgraziato,-gli fa far la piroletta-di CECCHINO la doppietta.-Contro un pugno di MASE'-più rimedio alcun non v'è.-Ma non scherza perbaccone,-pure GIORGIO il gagarone!-Mentre il prode ZACCAGNINI-segna sopra i quadernini-tutta quanta la benzina-consumata la mattina,-e di FRANCO per amore-sente struggere il suo cuore.-Dalla stanza accanto s'ode-l'infelice quanto gode;-se s'ostina a non parlare-ed a nulla rivelare-farà uscire fuor dai gangheri-cosa strana, anche ZANGHERI.-Ma che sono questi strilli?-Qui ci sta di mezzo BRILLI?-O son state le manone-che han picchiato di PALLONE?-Corri, dai una mano NUCCI!-Oppur penso sia CABRUCCI,-che abbia steso in terra uno-per secondi quarant'uno?-Chi non sta certo a guardare-è poi MARSAN, a quanto pare:-Pur essendo piccolino-sa tirare per benino.-Ed intanto il comunista,-mentre in viso si rattrista,-ed intanto il partigiano-mentre mordesi la mano,-dice quel che deve dire;-dovea pur così finire.-Dalla gioia il buon SANTINI-che è il re dei ballerini,-salta e grida a tutto spiano-'ce li abbiamo infine in mano!'-Mentre MARTIRE alto e grosso,-dalla gioia si fa rosso,-e poi subito si mette-a contar le sigarette.-Per finire la frittata-s'ode una telefonata:-è CORRADO che ha pescato-un omino incriminato.-Corre allor GIORGETTI in quarta-pria che l'altro se ne parta.-Ma fra tanta confusione-s'ode un colpo di cannone.-È NEBBIAI, il provveditore-tanto caro al nostro cuore,-che, credete, non è favola,-va gridando 'si va a tavola',-il FERRUZZI con il cuoco-preparato hanno sul fuoco-una serie di cibarie-le più buone, le più varie.-Lascia perdere i verbali Cara ANITA di quei tali;-il pio BUBI, ben felice-la razione benedice.-È di Kock questa la squadra-dove tutti han testa quadra,-che lavora per la gloria-dell'Italia e la vittoria,-ed io capito tra voi, grido forte 'DUCE A NOI ! ! '              MARCELLA

mercoledì, maggio 1

Il partito dei martiri della libertà

Ieri sono stato al museo storico della Liberazione, in via Tasso, la sede della polizia tedesca.
Scorrendo le righe scritte lasciate dai prigionieri sui muri delle celle, ho pensato per qualche secondo, solo qualche secondo, che  quegli eroici martiri, immolatisi in nome della LIBERTA' non avrebbero mai potuto lontanamente immaginare che 70 anni dopo, un canuto esponente politico, il quale si fregia della parola libertà nella sua pubblica referenza, avrebbe ancora usato parole di apprezzamento per Mussolini e il PNF, "qualcosa di buono il fascismo l'ha fatto".
Non ho mai considerato il PdL un partito politico di centro-destra, nè tantomeno un partito, nè tantomeno  politico; per me il pdl è una proprietà privata a scopo di lucro, con un unico proprietario. Ogni singolo membro di questa associazione privata deve dar conto del proprio operato al padrone, il quale paga con i soldi pubblici i dipendenti. In cambio della loro fedeltà, essi ottengono potere, denaro e, grazie ai posti di prestigio cui vengono assegnati a turnazione di governo, gestiscono nel migliore dei modi i loro affari personali.
Berlusconi in questi venti anni di occupazione delle cose pubbliche, ha distrutto la destra italiana, sbriciolata, ed ora indirettamente si accinge a distruggere la sinistra. Enrico Letta è l'artefice di questa sconfitta; entrare in trattativa con un signore che è interessato solo agli interessi personali, ha voluto dire, consegnare l'Italia ad un soggetto privato, renderela meno libera. Che poi si dica quanto è giovane questo governo, quanto sia donna, è un'altra mera finzione; i ministri che siano giovani o donne del pdl, non contano nulla, perché il loro cervello giovane e anche donna è in subappalto ad un cervello vecchio, vecchissimo, nel pensiero prima che fisicamente; non esistono dei ministri del pdl, esiste solo Berlusconi, che pone  suoi impiegati, a posti dirigenziali, per gestire la res berlusconiana. Alfano, Lorenzin o Di Girolamo e altri contano per uno, uno solo. Questa non è politica.
Si può obiettare che Berlusconi lo hanno voluto gli Italiani. Il GRAVE è che questi Italiani, per i quali i martiri hanno dato la vita, non è che votano Berlusconi perché veramente credono che sia un grande statista che risolva i problemi degli Italiani e quindi non sappiano chi sia realmente, lo votano sapendo benissimo chi è. Lo sanno bene che è colui che "frequenta minorenni", che è colui che corrompe per ottenere, che è colui che sovverte l'ordine delle leggi per dirigere i propri processi ed i propri affari finanziari, che è colui che ha portato in vacca la seconda Repubblica, dopo essere stato nell'ingranaggio della prima, che è colui che vuole distruggere l'equilibrio dei poteri indipendenti dello Stato. Ma lo votano lo stesso, perché... perché non sono meno diversi dai membri di quel "partito", preoccuparsi solo del proprio tornaconto. La maggior parte degli Italiani ha votato Berlusconi, perché costui  ha promesso di ridare indietro i soldi dell' imu. La gente vota Berlusconi per soldi come, ripeto, molti per far soldi sono entrati nel pdl, non certo per alti ideali di buona politica, e come potrebbero praticarla, se prima di pensare ad una buona legge devono chiedersi: intaccherà gli interessi privati di Berlusconi? Disegni di legge la cui stesura viene affidata ai legali ed i fiscalisti di Berlusconi. Nessun esponente del pdl si sognerebbe di farla senza questi obbligatori passaggi di controllo,  questo è un dato di fatto e nessuno può obiettarlo, del resto  è arruolato per difenderli; e chi si riprende dall'orgia di ambizioni e potere, viene licenziato, come un dipendente non più efficiente. La politica è fuori, il conflitto di interessi è abnorme. La politica vera, la sinistra e la destra vera ( o quel che restava prima dell'abbraccio mortale) aveva il dovere di risolverlo e non lo ha fatto. La colpa di questa situazione, di essere arrivati a questo insulso e scandaloso governo di responsabilità, ricade su loro. Non è un fatto che mi invento, lo sanno tutti. E nel silenzio si fa scempio dell'Italia.

domenica, aprile 28

Farmville 2 estrema

Una farmville  "qualsiasi".
5 ovili
5 stie da premio
6 ripari per capre
4 pollai
68 boschetti da 4 alberi ciascuno
5 caldaie
4 contenitori del concime
2 yogurterie
2 arcolai

Quel che si dice coltura e allevamento intensivi. E pensare che la persona titolare di questa fattoria sino all'anno scorso non sapeva neanche l'esistenza di Farmville. Nessun fronzolo, nessun giardinetto romantico, ogni metro quadro pixellato è destinato alla produzione.
Non esiste una  fattoria farmville  al mondo così esagerata.
(Sarò diventato arido?)

martedì, marzo 12

The romance

Poi uno magari se lo chiede, il perché un romanzo debba essere scritto per forza a romanzo, organico, senza salti, spurie, richiami all'attualità, a nomi fatti e persone, altrimenti diventa altro, diventa cronaca pensieri racconti e puttanate varie.
Invece no, e chissenefrega, allora... la prima volta che ebbi conoscenza del fumetto TNT, fu da bambino nella spiaggia di Erchie, in una ventosa e ghiacciata giornata di inverno, con un cielo abbagliante. In quei tempi i ragazzini erano divoratori di fumetti dal classico Topolino, a Braccio di Ferro, Soldino, Nonna Abelarda, Provolino, Tira e molla, il diavoletto Geppo... tutto finito a parte il primo. Eppure l'ironia che i soggettisti mettevano in quelle storielle non era destinata semplicemente ad una elementare striscia per imberbi. Ricordo una storiella di Provolino in cui lui si lamenta del suo albero di Natale scarno di decorazioni e non ha soldi per comprarle; dopo una serie di fortuite avventure, viene premiato con scatoloni pieni di palle e festoni di Natale. Addobbato finalmente l'albero, è più triste di prima; il nonno gliene chiede ragione. "Perché adesso l'albero non si vede più!".
Non molto distante dall'ingresso alla galleria, ora chiusa, tramite la quale, con un claustrofobico cammino a schiena bassa, ci si  immetteva nella suggestiva spiaggetta dello scoglio, c' era un cumulo di cartacce e spazzatura, resti di un fallito falò di spazzatura. Il vento vorticoso spargeva l'odore acre della cenere; tra i resti bruciati il mio sguardo fu attratto  dai vivaci colori di una copertina, un fumetto che non conoscevo, le pagine  sciolte svolazzavano in libera uscita. Saltellando sulla  ghiaia, rincorrendo il vento riuscii a ricomporre il misterioso giornaletto. Era l'ormai già raro numero 2 di Alan Ford. La permanenza in casa di quello sgangherato fumetto durò per anni, sino al giorno in cui mia madre, a mia insaputo, lo gettò via con le cose inutili e "rotte".
continua
Rigiravo una bilia tra le mani, con il vetro screpolato dagli anni; era stata vicina ad un libro, uno di quei gialli a mattone, di quelli che fanno tante copie di vendita, in cui l'autore infilza una miriade di indizi fuorvianti, per costringere il povero lettore a leggere il "capolavoro" sino all'ultima pagina, all'ultimo rigo dove forse si svela il colpevole; i bravi giallisti neanche lo fanno, rimanendo sul vago: "è stato il cameriere... la contessa aveva una espressione di perfida soddisfazione" . I lettori più in gamba, tra quelli che hanno in casa un caminetto,  possono trovarla da loro, la soluzione, nelle fiamme. È una scrittura un po' così, uno scrittore di successo si alza al mattino e come gli gira, pensa e rimugina con gli occhi abbuffati dal sonno perché è andato a letto tardi  per scrivere pagine di stronzate che attendono di uscire di casa il giovedì con la differenziata, carta e cartone. Va in bagno a lavarsi i denti e gli cade il dentifricio sul lavandino, che disegna una svirgolata sottile  con un goccione finale spiattellato a forma di stella cometa; il cervello da giallista incomincia a tritare elementi; il segno la prova la signora William sputa il rossetto sullo specchio, o è sangue? A colazione decide, è succo di marmellata di visciole, la stessa che sta abboccando con una fetta di pancarrè. Che fantasia, che esaltazione creativa!
E la pallina? Ah la pallina
continua

venerdì, febbraio 22