venerdì, gennaio 9

Zoccola di classe



continuando l'argomento di un post precedente...

Una volta i tacchi da zoccola, e quindi il vestiario intero, li portavano solo le zoccole. Oggi li portano in molte perché vanno di moda, per cui se una donna indossa scarpe da zoccola non è una zoccola a priori. Ciò non toglie che potrebbe anche esserla perché anche la zoccolaggine va di moda, e molte per essere a passo con i tempi si dedicano a questo passatempo, come insegna il mondo dello spettacolo (e della politica). Dalle professoresse alle ministre, dalle psicologhe alle dottoresse, dalle avvocatesse alle commesse, per chi se lo può permettere (fisicamente), e anche per chi non se lo può permettere (orrore) è tutta una corsa a chi si veste più da zoccola, un po' come l'abito di superman che però al contrario dentro sei una 'normale', se normalità significa non essere zoccola. Negli anni Cinquanta e Sessanta solo le attrici e le signore/ine alto-borghesi si potevano permettere di vestire da zoccola senza il rischio di essere additate come zoccole, anche se lo erano. Le donne di umili origini, se osavano tentare di mettersi alla moda e scimmiottare i ranghi superiori, erano immediatamente schedate come 'puttane'; infatti per l'alto costo, gli abiti da zoccola se li potevano permettere solo le ricche di famiglia, le mantenute e le puttane di alto bordo, per l'appunto. Ma è anche vero che ancor prima del Cinquanta era pressoché illogico che una donna povera si vestisse da zoccola per puro piacere libertino, passava piuttosto direttamente agli abiti succinti e miseri delle puttane di strada per necessità. Insomma vestire da zoccola (ed esserlo) era una prerogativa esclusiva delle signore dal tenore di vita elevato. Per fortuna la rivoluzione dei costumi ha piallato questa idiosincrasia di classe, ed oggi, come detto, anche le donne di media e bassa estrazione sociale possono vestirsi da zoccole, come le signore di alto lignaggio da Messalina in poi, senza essere riconosciute come zoccole anche se realmente non lo sono, a differenza di quelle, da Messalina in poi, che tutt'ora lo sono, perché la classe non è acqua e certe tradizioni non si perdono.

5 commenti:

Kaishe ha detto...

Mi viene un commento che non c'entra nulla... ma ne sono consapevole...

Insomma! In periodo post-natalizio, mi salta all'orecchio il saluto del centurione all'elegantissima signora con il cul... inquadrata di spalle: "Ave!"...

Ecco!!! Personalmente ricordo un altro "Ave"... a ben altra donna. Una donna che ci ha conferito dignità. Ma evidentemente non a tutte interessa coltivarla.

Detto ciò.. come sono felice quando trovo un post nuovo di Fabio!!!

Poi la dolcezza di questo primi post del 2009... fa ben sperare per il prosieguo.

Buonanotte a te, Fabionissimo!!!

fabio ha detto...

Ave a te Licia, troppo generosa.

Il Cristianesimo si sovrappose alla cultura romana, facendo suoi i riti le feste e gli dei ai quali cambiò solo il nome in santi, anche in senso fisico adattando le basiliche o costruendo sopra le fondamenta dei templi pagani. L'ave dinanzi ad un divo (di natura divina)imperatore era il minimo per non essere sgozzati, anche perché la maggior parte degli imperatori fu pazza e la maggior parte delle mogli e concubine degli imperatore fu mignotta, esattamente come oggi.

Buonanotte anche a te (Fe)Licissima che tu sia!

Auryn ha detto...

diciamo che se una si veste da zoccola, cammina come una zoccola, flirta come una zoccola e fa tutto qullo che fa una zoccola... è difficile distinguerla da una zoccola!! :-)

Kaishe ha detto...

... e allora buongiorno da un'assonnata (fe)Licia!!!

fabio ha detto...

Auryn, ma quella... è una zoccola ah ah