mercoledì, aprile 15

Eran 300, eran giovani e forti, e sono morti!



Se l'Era dell'umanità fosse sufficientemente lunga, gli uomini raggiungerebbe la conoscenza assoluta, il pieno dominio della Natura, l'Onnipotenza.
Ma ciò non accadrà perché nel lasso di tempo la Terra subirà l'impatto di un meteorite, grande abbastanza da mettere un punto e a capo alla vita sulla Terra, e chiudere definitivamente l'Era dell 'Uomo. Non c'è nulla da fare, tutto ha un inizio ed una fine, nell'infinito e nell'infinitesino del tempo dello spazio della materia, senza gerarchie. Non esiste un grande ed un piccolo, la Natura non distingue, siamo noi a dare delle proporzioni ponendoci al centro, il centro del nulla.
Un tempo credevamo di essere al centro dell'Universo, poi ci siamo ristretti al centro del sistema solare, successivamente dopo la botta copernicana sembrava fosse finita, invece neanche il nostro sistema solare è al centro di un bel niente ma stiamo nella periferia della galassia che a sua volta è solo una delle miriadi di galassie che punteggiano il cosmo.
Noi ci crediamo onnipotenti, vita eterna dopo la morte, perché viviamo di riflesso dell'immagine di un Dio verso cui desideriamo arrivare, che abbiamo creato a nostra immagine e somiglianza.
La morte continua a metterci con i piedi a terra, terra da dove veniamo
e nonostante tutto non accettiamo la condizione dell'uomo. Quella di non prevalere su niente, le forze della Natura nella loro immanenza non ci danno un occhio di riguardo, considerandoci tutti alla stessa importanza, protozoi batteri alghe vermi formiche animali uomini. Non ci resta che questa vita, da curare con dignità, la Natura non fa sconti alla nostra ignoranza ed alla nostra supponenza.
Ora dare la colpa alla Natura, alla fatalità, dei 300 morti d'Abruzzo è un'offesa alla vita stessa ed alla dignità della nostra esistenza.
La colpa è dell'uomo, del suo egoismo, del vivere alla giornata, prendere oggi e fottersene del domani del prossimo ma anche di se stessi, come i pescatori che ho visto calare un attimo furtivamente sulla spiaggia per porgere una cassetta stracolma di pesce novello, vietatissimo, a due pescivendoli di una pescheria nei pressi che l'attendevano.
Guadagnano alla giornata e si lamentano domani, che manca il pesce a mare. Questa è la natura degli uomini.
Il conto della miseria umana è altissimo. Ormai siamo sufficientemente grandi da prenderci le nostre colpe e le nostre responsabilità.
Non è più tempo di santi e di miracoli, di preghiere alla Madonna del Carmine per fermare la lava del Vesuvio, i paraventi della nostra ignoranza, o per lavare la coscienza, non per questo.
Accettiamo la nostra solitudine e muoviamoci perché nessun essere superiore si muoverà
per noi per mettere una pezza al nostro egoismo.

3 commenti:

Balua ha detto...

Che bel post, Fabio.

Licia ha detto...

Fabio caro.
Certo non è tempo di miracoli.
O meglio. Non è tempo SOLO di miracoli.
Non lo è un realtà mai stato e l'uomo che vuole salvarsi deve rimboccarsi le maniche.
Io credo che dovrebbe anche usare la ragione... ma mi pare che questa manchi forse più ancora che la Fede.
Che di per sè non è limitativa dell'una.
Ciò che limita è la superstizione, la creduloneria, la faciloneria... e il suo contrappunto fatto di arriganza, superbia e potere...
Ma detto ciò: che bello leggerti!
Un abbraccio!!!

scriptamanent ha detto...

"La Natura non fa sconti all'ignoranza".... ma nemmeno grandiose offerte speciali ai prescelti.
Preferisco credere alla pochezza umana bracciodestro della natura matrigna, che ad un Dio che sceglie tra i suoi figli, o al pensare che qualcuno non si sia abbastanza rimboccato le maniche da meritarsi la fine del sorcio, mentre altri nò.

E non basta sapere di essere un inutile ammasso di cellule sperduto nell'Universo per giustificare l'uso ed abuso della Fede.

Non conosco gente più intollerante dei "fedeli". Si ritirano, si arroccano, si arrogano il diritto alla non risposta, sottinteso a chi non merita perchè tanto non può capire. Poi fanno gli incompresi.

I Vangeli non sono rari volumi da 200.000 euro l'uno, li regalano ovunque, scuola, catechismo,edicole, non li ha regalati Gesù Cristo a pochi eletti: SI PUO' ACCETTARE CHE ANCHE CHI CONOSCE NON CONDIVIDA?
Si può pensare che gli stessi credenti si coprano di ridicolo sospettando credulità in chi si crede miracolato da una tragedia immane???? Nò, ok.
Quindi abbiamo detto tutto.

A meno che non se ne parli apertamente. Il chè mi pare difficile finchè prevarrà il tappo intellettuale del dogma.

Amore, buona notte.