
L'impostazione della campagna elettorale data da Veltroni e Berlusconi è ben chiara: nessuno si pesta i piedi. Da qui si evince cosa i due concordavano mentre il Governo cadeva.
Hanno capito di trovarsi nella stessa barca 'contro' la disillusione degli elettori stanchi della 'politica' di questi politici. La filosofia attuale dei due grandi gruppi è: "Almeno noi, ... non facciamoci del male", ... mangiamo nello stesso piatto, e se l'anti-politica prende il sopravvento, il piatto lo toglie da sotto bocca a tutti e due. Quindi non ci accusiamo vicendevolmente, facciamo vedere che 'questa' politica è ancora buona, che noi siamo 'ancora' buoni. Anzi, possibilmente, facciamoci i complimenti, onoriamoci tra noi visto che non lo fa la gente.
Di fatti: Berlusconi fa campagna elettorale virtuale contro Prodi, come se esistesse ancora politicamente; Veltroni da parte sua ha già dichiarato che la propaganda non è più incentrata sull' anti-berlusconismo, infatti non nomina mai il suo avversario, bacchettando chi dei suoi osa esprimere giudizi negativi.
A riprova di ciò, quelli che fanno l'unica vera campagna elettorale di attacco, contro i due grandi poli, sono i resti fuori, quelli che non hanno nulla da perdere e devono giocarsela sul malcontento della gente, per sottrarre più voti possibile a PD e PPL: La Destra, il gruppo nuovo con Casini e la sinistra di Bertinotti e company.
Ferrara che pare correre a parte, così apparentemente colpito da una improvvisa fede papalina (non si perde una conferenza del Papa), in periodo elettorale e dopo la crisi del rapporto tra Casini e il capo della Casa PL, è quanto meno sospetto. Un Ferrara che se ne va sbrigliato dal suo Padrone mi sembra poco probabile; nessuna proprietà privata di Berlusconi si può permettere di fare a modo proprio. A mio umile parere, questa è una mossa decisa insieme; Ferrara vicino al Vaticano servirebbe a dirottare i voti dei clericali (da non confondere, come fa Veltroni, con i cattolici) che in precedenza erano assicurati da UDC di Casini, quasi una vendetta di Berlusconi per 'uccidere' politicamente parlando il suo ex alleato.
Per conto personale continuerò a considerare sia l'uno gruppo che l'altro, per quello che valgono; valore testimoniato dalla crisi economica raggiunta dal nostro Paese, anche se c'è un altro po' di fondo del barile da grattare (e Loro lo sanno). Centro-sinistra e centro-destra si sono passati la palla per mungere un'Italia già stremata e resa asfittica da Tangentopoli. E non hanno finito.


